BOC day 11: c’erano un leone e una gazzella a Ohrid

Ci alziamo col naso brinato, Paolo pure con le orecchie ibernate… Io invece ho dormito saggiamente con il cappello. La temperatura della stanza è inchiodata sui 13 gradi, ma il nostro amico “tù” si fa perdonare e ci svolta la giornata preparandoci la colazione del campione.

Saltiamo in macchina e alziamo il riscaldamento a manetta, saranno state le ultime quattro notti al freddo e al gelo, ma questo teporino di non ci dispiace… non lo disdegnano nemmeno il leone e la gazzella che stiamo riportando nella savana, belli comodi sui sedili posteriori.

Sfrecciamo a 30 Km/h, passando una dopo l’altra le città e i paesini albanesi… È tutto un gran casino e dalla confusione ci sembra di essere tornati in Asia: dai mezzi improbabili alla quantità di gente che si riversa sulle strade.

Ci prepariamo a lasciare l’Albania per entrare in Macedonia… Più che altro ci prepariamo all’acquisto dell’ennesima assicurazione. Noi supponiamo che anche qui funzioni come in Albania, visto che sulla nostra copia della carta verde è barrato “MA” (Macedonia) come “AL” (Albania).

Troveremo i baracchini, pensiamo noi, per fare l’assicurazione locale appena superato il confine. E invece no, “colpo di scenaaaa, amici…”, come diceva Mike Buongiorno. Arriviamo ai controlli e non vediamo nessuna casetta in cui poter fare la copertura assicurativa.

Il poliziotto parte in quarta: “copy not valid“. Noi ricominciamo la solita pantomima, che quasi ci stracciamo le vesti… poi, facciamo gli indignati che tutti gli altri Stati, prima della Macedonia, ci hanno fatto passare senza nessun problema.

Irremovibile, scuote la testa! Gli garantiamo che, appena possibile, avremmo fatto un’assicurazione integrativa come in Albania… Sparisce dalla vista urlando “only in Italy valid!”. Butta male… Ritorna dopo qualche minuto, ci fissa e ci restituisce tutto il malloppo di carte (che ogni giorno che passa diventa sempre più corpulento). “You go!”. Non ce lo facciamo dire due volte… ma con l’assicurazione che facciamo?

Iniziamo a non capirci più nulla: prima l’assicurazione non era valida, poi, quando decidiamo di farne una qui, è diventata valida. Superiamo il confine prima che cambi idea e controlliamo bene; scopriamo che, “MA” sulla carta verde indica il Marocco e non la Macedonia (la cui sigla è MK). Quindi qui è valida (anche se la copia sulla carta del formaggio non è tecnicamente accettata). Al rientro giuro che scrivo un trattato sulle assicurazioni balcaniche.

Anche per questa volta noi siamo passati con la copia della carta verde, grazie alle nostre facce di tolla e alla magnanimità macedone. Balletto di rito in auto e via verso nuovi orizzonti! Il panettone è ancora con noi…

Continuiamo fino ad Ocrida, città che sorge sull’omonimo lago che la Macedonia spartisce con l’Albania. Sulla strada, appare ai nostri occhi all’improvviso questa distesa blu, il lago Ohrid, uno dei più profondi d’Europa, uno dei più antichi della Terra (pare si sia originato oltre un milione di anni fa) e uno dei più limpidi; nonostante sia circondato da villaggi, l’acqua è trasparente e incredibilmente cristallina come nei laghi Alpini.

Siamo in Macedonia, e io sono come sempre gasata di vedere una terra che non conosco; se ci penso non so mica come sia entrata nel giro di questo viaggio. Ci sono alcuni posti che sogno di visitare da tempo: la Grande Muraglia in Cina, le pianure sconfinate della Mongolia, l’aurora boreale in Islanda e potrei andare avanti così per ore. Ma sicuramente la Macedonia non è mai entrata nella mia top 10 dei posti da visitare e forse neanche nella top 50, ma neppure nella top 100.
Tra l’altro non è neanche la meta più ambita: quante persone conosco che sono state in Macedonia? Zero! Come siamo finiti qui, allora? A dirla tutta me lo sto chiedendo ancora adesso. Sono passata in pochi istanti da navigare su internet ad inglobare in questo viaggio alcuni paesini, senza pensare troppo al perché e se valesse la pena venire fin qui. Vabbè, fa parte di quelle cose inspiegabili come gli ufo e il bus di Bresso, che ogni mattina, quando deve girare nella mia via, viene inghiottito da un buco nero. In fondo il bello del viaggiare e anche non sapere bene a cosa si va incontro. Cosa che in questo viaggio sta accadendo spesso!

Appena ad una decina di minuti dopo il confine, ci fermiamo per una sosta al monastero ortodosso di santo Naum (questo mi mancava!), risalente al X secolo, che si trova proprio sulle sponde del Lago Ohrid.

L’interno di Sveti Naum è un affresco gigante, ogni singolo angolo mostra delle immagini sacre e icone d’oro dai volti severi e solenni.

Naum, insieme a san Clemente, fondò un’importante scuola letteraria. I credenti sostengono che, appoggiando l’orecchio sulla tomba di Sveti Naum, si possa sentire il suono smorzato del battito del suo cuore. Saltiamo la fase di auscultazione del cuore e ci rechiamo fuori dalla chiesa a sentire un altro rumore: quello della monetina che raggiunge il fondo del pozzo dei desideri… Ora c’è anche il nostro!

Questa chiesa in stile bizantino sorge su un promontorio, circondato da roseti, ora spogli, e popolato da pavoni incazzosi. Stando ai cartelli sparsi ovunque, questi pennuti coloratissimi sono pericolosissimi! Fuggiamo, prima che ci becchino.

Continuiamo il nostro viaggio. L’orizzonte appare prevalentemente collinare, un’amalgama di campi coltivati, pascoli e foreste, come una “monotona” tavolozza marrone, ravvivata solo da qualche sporadico paesino con case basse. Nessuna grande città. Nessun particolare che catturi l’attenzione. Ma è ancora tutto da scoprire!

Riprendiamo il tragitto arriviamo proprio a Ocrida, cittadina patrimonio dell’UNESCO.

La guida cita: “camminate tra le case bianche, custodite da grandi fichi, e arrivate ai salici in riva al lago”, noi l’abbiamo presa alla lettera, peccato che eravamo in auto. Sbagliamo strada e ci troviamo tra le strettissime viuzze della città vecchia a cercare di non perdere gli specchietti. Prima di addentrarci in qualche vicolo cieco, parcheggiamo e continuava a piedi fino alla Chiesa di Sveti Jovan Kaneo, arroccata su una rupe che domina il lago. Rimaniamo lì fino al calar del sole, mentre i suoi mattoni rossi si infuocano al tramonto.

Solo il freddo pungente ci spinge a tornare sui nostri passi.

Raggiungiamo l’appartamento che abbiamo prenotato e Tomič, il proprietario ci viene incontro con la sua bici. In 5 minuti ci ha già spiegato vita morte miracoli di tutta l’area, quasi senza prendere fiato. Lo abbiamo già ribattezzato da Tomič ad Atomič. Io non ascolto niente, una sola cosa conta per me, nella stanza ci sono 28 gradi… Non importa se il condizionare ad aria calda fa il rumore di un trattore, piango di gioia insieme al leone alla gazzella, ci abbracciamo tutti e tre… forse riusciremo a superare questo inverno. Prima di salutarci Atomič si raccomanda vivamente di visitare il museo sull’acqua poco distante. Lo stesso che ci veniva consigliato da un sms governativo appena passato il confine. Ci dispiace, ma non entrerà nella nostra lista e, a dirla tutta, non siamo attratti dai musei paleolitici.

Solo un ultimo particolare degno di nota: di colore è la scritta del nostro alloggio? Ovviamente del colore preferito da Paolo! Scelto solo ed esclusivamente per l’insegna rosa.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. nino ha detto:

    Una persona che è stata in Macedonia la conoscete ed è quella che vi sta scrivendo e che ne conserva un ricordo indelebile. Giunti a Skopije, con la famosa 500, abbiamo deciso di concederci il lusso di pernottare in uno dei migliori (sic!) alberghi del centro. Risultato: il mattino seguente ci siamo alzati tutti e tre con il corpo cosparso di fastidiosissimi puntini rossi – niente a che vedere con il sozzo bubbone di un livido paonazzo di manzoniana memoria – provocati, a detta del farmacista a cui eravamo subito ricorsi, da cimici locali…
    Sui due piedi, tutti impomatati, abbiamo deciso di proseguire il viaggio e raggiungere rapidamente la Grecia, tutt’altra musica….

    1. la Vale ha detto:

      Ahaha! Quindi una toccata e fuga… Con simpatici animaletti.

    2. la Vale ha detto:

      Una grande avventura con questa 500!

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