BOC day 3: Alluvioni di tisane a Zagabria

Zagabria sorge sulle rive del fiume Sava, il cui affluente principale è il torrente generato dalle tisane rovesciate dalla Vale in questo viaggio. Eh sì, perché oltre ad avermi allagato la macchina ieri, oggi ha replicato.

Ma procediamo con ordine: ricordiamo che la Picanella è affetta da “avvitopatia barattolifera”, quella sindrome, per cui tutti vasetti di qualsivoglia forma vengono chiusi col tappo storto. Lei sostiene sia una forma d’arte moderna e di ribellione al sistema, che ci vuole tutti uniformati e chiusi in noi stessi. Sta di fatto che questa mattina l’opera d’arte “thermos-chiuso-ad-minchiam” ha allagato la stanza.

Poco male, tamponiamo dove possibile e poi fuggiamo da Lubiana prima che un’onda anomala di infuso al finocchio e tiglio arrivi in reception.

Neanche un paio d’ore di auto e siamo in Croazia, precisamente nella sua capitale, appunto la suddetta Zagabria.

Iniziamo col dire che una città che ha una parte alta e una funicolare, già mi sta simpatica e mi ricorda la mia Bergamo. Anche i modi rudi del bigliettaio della funicolare mi sembrano familiari, mancano solo i muratori che bestemmiano e si potrebbe pensare ad un gemellaggio zagabro-orobico.

Zagabria è divisa in due zone ben distinte, collegate tra loro appunto da una piccola funicolare, la più corta al mondo e con un viaggio che dura ben 64 secondi, collega la città bassa con quella alta.

Se la si prende verso mezzogiorno, si ha la possibilità di arrivare in cima alla collina in tempo per vedere il cannone di Zagabria sparare alle 12:00 dalla Torre Lotrščak. Noi ovviamente ci siamo persi quel momento, ma abbiamo recuperato con gli interessi l’evento qualche ora dopo…

Ci perdiamo nel cuore pulsante di Zagabria, cioè nella sua piazza principale dal nome pressoché impronunciabile per noi italiani, Trg bana Jelačića.

È tutto un serpeggiante susseguirsi di casette bianche agghindate a festa con dolci, artigianato, vini caldi e zaffate di distillati e verze, il tutto al ritmo di musica rock e note classiche. Luminarie, cuori rossi, scarpe dorate, pattini rossi e cappelli, l’atmosfera è un rincuorante senso di inclusione e coesione.

Partiamo subito alla ricerca di una tartaruga marina, accompagnata da due pescetti tropicali, dipinta sul pavimento di una terrazza: un’illusione ottica sui generis e un’indimenticabile colpo d’occhio sui monumenti più caratteristici della città. Giriamo con la foto in mano alla ricerca della stessa prospettiva, la troviamo, ma le intemperie devono aver cancellato l’opera d’arte.

Non ci abbattiamo, anche perché al suo posto sono state installate delle decorazioni natalizie perfette per i nostri mille autoscatti, che hanno come cornice i campanili meravigliosi della Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine e dello sfarzoso campanile barocco intarsiato con ben cinque chili d’oro (non hanno badato a spese insomma).

In uno di questi scatto la Vale sperimenta su di sé l’effetto Coriolis, ovvero l’effetto per cui se ti siedi in una sfera appesa e ti girano le palle ad elica, inizi a girare in senso opposto alla rotazione terrestre.

Si siede…

… e la palla si gira immediatamente dalla parte opposta…

Dopo numerosi tentativi e mezza piazza piegata dal ridere per la scenetta comica riusciamo a farci una foto insieme, accucciati nelle due palle di natale.

Prima che decolli, la faccio scendere e ci dirigiamo al cospetto della meravigliosa chiesa di San Marco. Il suo tetto sembra fatto all’uncinetto con un incredibile gioco cromatico, i cui colori bianco, rosso e blu sono stati sapientemente miscelati.

Per vederlo meglio saliamo su una torre vicina, ovviamente dopo mangiato per avere più sprint; peccato che io ho pasteggiato con un brodino di carne mentre la Vale, che come al solito si tiene leggera, con un mega risotto al formaggio, gamberi e mango e si sa che gamberi camminano al contrario, quindi sommando l’effetto gambero a quello di Coriolis, per salire fino in cima ci abbiamo messo un’ora, perché la fanciulla si sentiva appesantita. Così a metà scalinata della muerte, proprio davanti al cartello “non tirare la corda della campana”, ecco la mia dolce metà che si accascia con tutto il suo peso sulla fune davanti a lei: parte lo scampanio, il cannone della Torre spara (quello che ci eravamo persi a mezzogiorno), quasi suona l’allarme antiaereo (che qui sono sensibili alla cosa) e tutti nei rifugi…

Falso allarme, era solo quella babbazza della Picanella in crisi da mancanza di ossigeno.

Visto che a Zagabria sono stati conservati dei rifugi antiaerei, ora trasformati in passaggi pedonali che attraversano la città, decidiamo di andare a cercarli, anche per scusarci pubblicamente con i cittadini del falso allarme. Troviamo il tunnel d’ingresso nascosto tra le viuzze del centro.

Usciamo dopo qualche minuto direttamente nell’Art Garden che ospita murales molto suggestivi.

Si alternano ai campanili barocchi i tipici tram blu della città (guidati da babbo natale).

L’altra particolarità della capitale sono le lanterne a gas del centro storico. Una scelta atipica ma di
grande atmosfera. Zagabria si concede poco a poco e scoprirla al crepuscolo, quando l’illuminazione dei particolari lampioni riscalda il rigore dell’architettura, aggiunge una dimensione onirica all’esperienza.

Ormai il sole è calato e la temperatura anche. Pure la mia epica Pentax LX degli anni 70 è congelata e si rifiuta di fare un scatto in più con questo freddo. Torniamo in stanza dove mi improvviso MacGyver e con un po’ di antigelo, una matita, un cotton fioc, una lima per le unghie riesco a resuscitare il cimelio che ho deciso di usare per fotografare questo viaggio. Si accettano scommesse su quante foto verranno a fuoco una volta sviluppate al rientro.

Cenetta in stanza a base di costolette di brontosauro prese al ristorante sotto casa con tanto di colonna sonora del Piccolo Coro dell’Antoniano Balcanico che canta le canzoni di Natale Balcaniche nella piazza centrale. Se ne andranno a letto sti bimbi dalla voce angelica dopo mezzanotte, vero? Speriamo… domani tratta impegnativa Zagabria-Sarajevo con possibile neve.

Per ora non nevica, ma il tasto di umidità in stanza è salito notevolmente… perché?… ma semplice: perché la Vale ha rovesciato sul letto l’ennesima tisana e si è giustificata dicendo che il fiume Sava è in secca… e vai di phon a manetta per asciugare le lenzuola (ovviamente quelle dal mio lato).

Bandiera
caro Filippo, ecco per te la prima bandiera del viaggio…

La bandiera della Croazia consiste di tre bande orizzontali nei colori panslavi rosso, bianco e blu che compaiono, disposti in diverso ordine, anche sulle bandiere di altre repubbliche dell’ex-Jugoslavia. Al centro della bandiera è presente lo stemma croato: uno scudo a scacchi rossi e bianchi, con il primo scacco rosso, sormontato da una corona costituita da 5 scudetti in rappresentanza delle 5 grandi
suddivisioni della Croazia: Croazia antica (regione di Zagabria), Ragusa, Dalmazia, Istria e Slavonia.
Quando la Croazia era parte
della Jugoslavia, il tricolore era lo stesso, ma aveva una stella rossa a cinque punte al posto dello stemma.
La bandiera ha acquisito la sua foggia odierna il 21 dicembre 1990.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mara ha detto:

    😂😂😂 mi siete mancati!

    1. la Vale ha detto:

      Ecco la nostra groupie!

  2. Liigi ha detto:

    Ciao Vale e Paolo, vi seguiamo in questa gelida vacanza con tisane sempre a portata di mano…rovesciate!! Baci🤣

    1. la Vale ha detto:

      E tante altre si rovesceranno temo!

  3. Elena ha detto:

    Buon viaggio!.. E già dalle prime foto mi devo ricredere! Sembrano mete molto interessanti! Il vostro fiuto da trottole non tradisce mai! Ciaooo! 🤗

    1. la Vale ha detto:

      Il fiuto nei viaggi è ben sviluppato… A volte basta cogliere l’essenza dei posti, anche se non sono da cartolina. Ti abbraccio cara Elena. 😘

  4. NINO ha detto:

    Attenzione all’eccesso di tisane! Pare che negli Stati Balcanici la Polizia Stradale disponga di tisanometri che per chi supera i limiti sono previste sanzioni pesanti, ad esempio, rimanere in vacanza per una settimana in più. ….divertitevi!😜

    1. la Vale ha detto:

      Ci manca la multa anche per quello… 😂

  5. Carla ha detto:

    Bello!!!
    Buon proseguimento! 😊

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.