RFB day 10: Riga – tiriamo la riga

Della serie, le ultime parole famose: “oh Paolo, oggi c’è un sole che spacca le pietre!”. Non faccio in tempo a finire la frase che il sole ci dice “ciaone” e il cielo torna grigio, ma per noi non è un problema e ci dirigiamo verso nord dove visitiamo il quartiere art nouveau, vediamo la cattedrale ortodossa e camminiamo un po’ a zig-zag fino a raggiungere, guarda caso, i nostri mercatini preferiti. Sono sempre gli stessi, ma grazie al mio senso dell’orientamento super sviluppato, esclamo: “ogni piazza un mercatino, che grandi!”. Ovviamente, una volta in mezzo alle casette, saluto tutti i mercanti che ormai ci conoscono per nome e che ci lanciano petali di rose al nostro arrivo. Con il mio radar scorgo i lamponi disidrati, che a me creano dipendenza, faccio la scorta e ne compro due pacchi per il viaggio di rientro (ma uno è già finito ancor prima di salire sull’aereo).

Ci manca la nostra foto di rito con la maglietta del Mondo e decidiamo di farla proprio qui, sperando che trasmettano anche la nostra boogie-woogie Xmas…a questo autoscatto se ne aggiunge un’altro: prendiamo, appositamente, due tisane per avere i bicchieri con la barba di babbo natale e quello con il naso del pupazzo di neve. Ovviamente a me tocca fare la pu-pazza!

Come ultimo giorno di questo tour (de force) è quasi ovvio tirare una Riga…tutta questa freddezza nei popoli baltici di cui si parla io non l’ho vista, anzi è d’obbligo dire “спасибо” ai russi, “kiitos” ai filandesi ,”aitäh”agli estoni, “paldies” ai lettoni,”ačiū” ai lituani e “grazie” a Paolo per aver sopportato anche in questo giro le mie stranezze (e anche per quest’ultimo autoscatto…che per farlo quasi ribalto macchina fotografica e cartellone)!

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Grazie a chi ci ha aiutato a non perdere il treno facendosi capire a gesti e a fischi (tipo scena del film con Pozzetto e la vigilessa de “il ragazzo di campagna”) e a chi ha tifato per noi fino all’ultimo, grazie ad Alina che, avendoci visti affamati e cotti dopo una notte in bus, ci ha cucinato due soufflé al volo e imbandito una tavola con una colazione da re e grazie a chi ha cercato di comprendere il mio terribile inglese…e grazie a te, che stai leggendo, e che ci hai seguito a distanza, ridendo con noi dei nostri aneddoti!

 

Desidero concludere questo viaggio con le ultime due foto scattate prima di ripartire per l’Italia…non credo siano un caso, ma un messaggio, perché, come diciamo sempre noi, il viaggio ci parla e ci indica la prossima meta. Questa volta non si tratta di una città ma la meta si chiama: FELICITA’! Dobbiamo forse credere davvero nelle “Trottole nel Mondo” e seguire ciò che ci rende davvero felici?! Noi pensiamo di si!

 

In teoria, le ultime righe sarebbero dovute essere quelle sopra, ma si sarà capito, ormai, che anche gli amici dei Picanellis non sono mica registrati bene. Atterriamo in Italia che ormai è notte, ma ad aspettarci in aeroporto troviamo una graditissima sorpresa: una Forlinese e un Bergamasco con un cartello in mano (e con la macchina quasi parcheggiata sulla pista di atterraggio di Orio) che ci aspettavano “solo” per un abbraccio! Anche questa è felicità!!

 

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