RFB day 5: Helsinki – Nobody in their right mind would come to Helsinki in December: except you, badass. Welcome.

Sveglia alle 5 per prendere l’Allegro (e già il nome ci piace), il treno che in 3 ore congiunge San Pietroburgo a Helsinki; vista l’ora ci concediamo un taxi per raggiungere la stazione dei treni e l’autista ci comunica che la nostra tratta lui, in auto, la fa in un’ora sola. Ci fidiamo sulla parola e gli facciamo pure i complimenti, ma non vogliamo sperimentare il razzo che il tassista ha al posto del motore.

Poi, Paolo ancora non lo sa, ma sul treno riceverà un pacchetto da un’amica sarda: un cuscino da viaggio, rigorosamente rosa come ormai tradizione vuole **. L’occasione si presenta proprio con la domanda del baldo giovane: “mi presti il tuo cuscino che faccio un pisolo?”; io prendo subito la palla al balzo e rispondo sghignazzando: “ma non ce n’è bisogno, tu ora ne hai uno tutto tuo!!” Ovviamente il cuscino non basta per completare questo buffo quadretto, si aggiunge anche la mascherina per dormire con gli occhi disegnati…non che a me sia andata meglio, io ne ho una con gli occhi del gufo spiritato.

Sguardo perso nel vuoto e rassegnato

Il bello deve ancora venire, conciati come due dementi ci spariamo una super ronfata, non avendo però messo in conto i controlli dei passaporti…ci sentiamo toccare sulla spalla, alziamo le mascherine sulla fronte e le guardie stentano a trattenere le risate, così parte il sondaggio tra di loro per capire se quelli delle foto sul passaporto siamo effettivamente noi.
Insomma, abbiamo amici matti e noi siamo più matti di loro a stare al gioco… alla fine questo treno si chiama Allegro e facciamolo un po’ di cinema, no?

Il cinema non è ancora finito, decido di andare in bagno ma io non sono abituata a treni così tecnologici pieni di pulsanti e tasti, arrivo davanti alla porta e schiaccio tutti i pulsanti a caso e dico pure “abracadabra”, agvzzzzz (rumore della porta che si apre)..sorpresa, c’è la vecchina in mutande! Io, presa dal panico, tiro la porta con le mani con tutta la potenza che ho (quindi poca) ma la porta non si chiude! La vecchina, insultandomi, cammina in mutande fino al pulsante e agvzzzz, la porta si richiude…morale della favola, vado a cercare un bagno con il buon vecchio chiavistello.

Tutto questo in neanche 2 ore di viaggio!

Arriviamo un po’ prima delle 9:00 e iniziamo il nostro tour della città, ma è necessaria una premessa: all’aeroporto di Helsinki a novembre é stato esposto questo striscione, ora, in dicembre, credo che ci sia scritto super-badass!

Nessuno sano di mente verrebbe ad Helsinki a novembre. Eccetto te. Sei cazzuto! Benvenuto.

Piove e tira vento, ma non ci scoraggiamo perché noi abbiamo il nostro ombrello antivento…infatti è talmente tecnologico (come i bagni del treno) che può essere usato anche come parafulmini. Vi posso assicurare che, mentre Paolo si divertiva a fotografarmi e alle mie spalle sventolava una beffarda bandiera con scritto “holiday”, io non riuscivo a fare nemmeno un passo in avanti.

Il nostro amico Strong dall’Italia ci augura “di conquistare il mondo coi nostri colori” così abbiamo deciso di colorare questa giornata grigia… e quale potrebbe essere il colore più adatto? Il rosa ovviamente! Vai di poncho rosa familiare con tanto di cuore dell’ammmmöre al centro, anche questo un regalo molto gradito, soprattutto da Paolo. Immancabile una frotta di cinesi, nel posto giusto e al momento sbagliato, che iniziano a ridere e a farci un album fotografico. Noi ridiamo tanto da pedere le forze! Credo che questo colore doni proprio alla mia dolce metà.

Decidiamo di rintanarci nel mercato coperto per bere un boccale di cioccolata a testa prima di imbarcarci per raggiungere Tallinn.


Ora siamo a Tallinn, ma siccome con molta probabilità sarà tutto chiuso per cena abbiamo fatto scorta di viveri. Ovviamente chi sarà mai tra i due ad aver portato per tutto il giorno una baguette nello zaino tipo spada laser di guerre stellari? La sottoscritta!

 


P.S.

Si ringraziano per le figure di kacca:

  • Mara per il cuscino rosa, la mascherina da gufo e il poncho rosa
  • i Sanga per la mascherina con gli occhi

Questi simpatici personaggi se la giocano come maggiori spacciatori di cavolate.

** la storia del poncho rosa è nata in Cambogia e non ci ha più abbandonati. Poi ci ha seguito anche in Indonesia, ed infine il rosa l’abbiamo ritrovato in Svezia anche con la bici a noleggio consegnata a Paolo…le tradizioni non vanno abbandonate, mai!

Indonesia
Svezia

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. sandra ha detto:

    Mi sembri Mary Poppins in un atterraggio di fortuna..

    1. valelazzy ha detto:

      Ahah, l’abbiamo pensato anche noi

  2. nino scipioni ha detto:

    In effetti una pennellata di rosa non guasta proprio da quelle parti! Fascino invernale a parte.Meno male che le cioccolate sembrano invitanti.

  3. Giulia ha detto:

    Ragazzi siete uno spasso!! Noi non perdiamo una puntata del vostro show e vi aspettiamo a braccia aperte!!

    1. valelazzy ha detto:

      Ahah, grandi!!! Ne capita almeno una al giorno… queste sono le puntate pilota, al prossimo giro inizieremo con la serie tv. 😂

  4. Mary ha detto:

    Ahahahahahahah mi fate morire dal ridere … Un bacio amica🔝🔝🔝

    1. valelazzy ha detto:

      Un bacio cara! Questa notte raggiungeremo Vilnius in bus e ne è già successa una…domani leggerai la puntata dei pazzi in viaggio! 😜

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