RFB day 7: Tallinn – Assalto ai negozi di souvenir

Visto che questa sera ci aspetta un’altra notte avventurosa per il trasferimento notturno da Tallinn a Vilnius (partenza 22:30 arrivo 6:30) ce la prendiamo con estrema calma e siamo per strada non prima delle 11. Obiettivo? Svaligiare i mercatini di Natale e i negozi di souvenir della città (rigorosamente identificati e catalogati il giorno prima).
Abituati ai mercatini nostrani, dove per fare 100 metri ci metti circa un’ora, siamo spiazzati dalla poca ressa e dal flusso ordinato tra le bancarelle tanto che dopo solo 30 minuti abbiamo già percorso il giro intero 5 volte.

Ci incamminiamo quindi verso la parte alta della città con l’obiettivo di trovare un luogo adeguato per l’immancabile autoscatto. Risaliamo per la Gamba Corta (la via più breve rispetto alla Gamba Lunga, ma anche la più ripida) e arriviamo con la bombola di ossigeno in cima alla salita.

Uno sguardo alle chiese principali e al castello e ci dirigiamo verso i due viewpoint che danno sulla città bassa, attendendo pazientemente che i turisti sciamino via per scattarci una foto. La cosa sembra impossibile e quindi ripieghiamo con un’inquadratura artistica, con una scritta evocativa e con le nostre immancabili magliette a cui abbiamo colorato anche l’Estonia. Ci mancano SOLO circa 130 stati e poi avremo finito la collezione… non male…

 

Soddisfatti (le città medioevali con una parte alta e una bassa mi affascinano sempre, saranno le origini bergamasche) ridiscendiamo. E via di nuovo a perderci tra i negozi di hand-made-souvenir e i cortili nascosti dove la Vale incontra un topo ratto morente, che inconsapevolmente abbatte con colpo di kung fu, mentre si avvicina all’ennesima vetrina. Salvo poi rimanerne traumatizzata per il resto della giornata…”piii, ho sentito una cosa morbidina sotto la scarpa!”

Tipica immagine riassuntiva della nostra permanenza a Tallinn

 

DIRITTO DI REPLICA

L’altra metà della coppia, cioè la fanciulla, si appella al diritto di replica…

Intanto la giornata era iniziata con un presagio: prima via percorsa e si incontra subito qualcosa di rosa e via di foto del martire davanti all’ingresso della casa dalla porta rosa.

Nel frattempo giriamo la città e ciò che ha reso tutto più complicato è stata la convinzione della sottoscritta che a Tallinn ci fosse un palazzo con delle statue raffiguranti dei gatti in cima al tetto…solo alla sera è stato chiaro che mi ero confusa con Riga. Ormai la caccia al simbolo della città era partita e nulla mi avrebbe distolto dalla ricerca, anche perché io sono cresciuta a pane e Telegattone, quidi proprio il gatto sul tetto non me lo potevo perdere.

Il martirio dell’uomo continua, quando mi accorgo che questa città mi tenta troppo: negozietti in ogni angolo, anfratto o sottoscala, ma quello che mi manda letteralmente giù di testa è la scritta “hand-made” (peggio ancora se “handmade with love”) o “art shop”… diciamo che la reazione è peggio di quella di Gollum con il suo tesssoooro.

Tutto ciò che nasce dalla fantasia e dalle mani di una persona mi affascina e mi attira più della calamita…’arda Paolo che ti va bene, pensa se fossi attirata dai gioielli…vedo una cartoleria e impazzisco…baciati i gomiti!

I patti erano chiari:

1. Se, passando davanti al negozietto, si ode la canzone “last Christmas” degli Wham, si entra di principio… guarda caso è stata la canzone più trasmessa nei negozi da quando siamo arrivati in Russia. Ah, regola non esplicitata: la si canta pure a squarciagola (George Michael perdonami).

2. Se c’è scritto “fatto a mano” sulla vetrina, una sbirciatina va data…se poi è un negozio di carta o di libri mi incateno direttamente alla vetrina.
Ovviamente i patti erano composti solo da 2 punti perché con le muffole non posso segnare oltre il numero due.

Tattiche intraprese da Paolo per intralciare il mio piano:

1. Piantonare l’uscita del negozio convincendomi ad acquistare qualsiasi idiozia pur di far cessare il prima possibile l’agonia (essendo la città sbagliata nessuno vendeva quello che avevo in mente). Tattica fallita: non demordo!

2. “Tu entra, io ti aspetto fuori”. Alla base di questa strategia c’era probabilmente il tentativo di far leva sul mio senso di colpa, mosso dal fatto che lui fosse fuori al freddo e al gelo. Tattica fallita: non demordo di nuovo e alla fine della giornata gli ho staccato pure le stalattiti di ghiaccio dal naso. Anche se non lo ammetterà mai, in realtà, questa era una tattica combinata per guardarsi un po’ di stra-gnocche in libertà.

3. Aguzzare la vista per trovare l’oggetto perfetto. Trovato! Una graziosa casetta in legno con un picanello (per chi non sapesse di cosa si tratti, la spiegazione è nella sezione “about us”) agganciato ad una nuvoletta: il riassunto perfetto di questo viaggio!

Tattica 3 riuscita alla perfezione e Vale felice e contenta!

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. sandra ha detto:

    Vedo che anche lì di salumi ce ne sono in abbondanza. Poi patatine e wurstel? Buono!!!

  2. Gabriele ha detto:

    Ciao ragazzi continuate così 🙂 è un piacere seguirvi!!

    1. Pablo ha detto:

      Grazie Gabriele! Presto metteremo anche qualche foto in più nelle sezioni delle città…work in progress. A presto!

  3. Luigi ha detto:

    Vale e Paolo vi vedo molto soddisfatti di queste vostre vacanze mi immedesimo con voi.bravi sono contento a presto

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.