RFB day 8: Vilnius – Non vincere, non contrattaccare, non arrenderti

Ora sì che sono a posto, ho replicato il post di ieri del mio moroso e perciò saprete qual è la vera verità verissima sul giorno 7: assalto ai negozi di souvenir (leggetelo e votate per me).

Per il giorno 8 lascio la tastiera a Paolo, ma so già che vi racconterà della mia esclamazione: “moriremo di sete e di arsura sul bus senza acqua!” Lo ammetto, è andata davvero così, ma io sono quella che per andare al lavoro si mette in borsa due bottiglie d’acqua. E la risposta di Paolo:”l’acqua ce la danno sul bus!” non mi ha convinta proprio per niente…mica siamo al pranzo al sacco delle elementari che ti danno la schiscia.

Mollo l’ipad e mi sdraio a pelle d’orso davanti al camino, un sogno (come direbbe Crozza che imita Briatore).

Rieccomi al comando che quella babbazza della Vale racconta sempre la sua versione… allora… da dove partiamo?
Partiamo alle 22:30 da Tallinn per un viaggio notturno in bus che ci porterà a Vilnius (via Riga) alle 6:30. Una passeggiata! Per chi si stesse domandando perché non abbiamo fatto prima Riga e poi Vilnius con rientro da quest’ultima, la risposta è semplice, non c’era il volo. Ryanair rientra su Bergamo solo in alcuni giorni della settimana e quindi taaac, cambio di programma. Inoltre la traversata trans-baltica ci permette di risparmiare una notte di hotel dormendo in bus. W i viaggi low-cost!

Tecnicamente tutto corretto se non fosse che come al solito sono i dettagli che fanno la differenza…

Sono le ore 21:20 e con il tram n. 4 da porta Viru di Tallinn raggiungiamo la stazione da cui partono i pullman per Vilnius. Nel tragitto perdo l’unica bottiglia di acqua che la mia dolce metà aveva pensato bene di ancorare ad una cinghia del trolley (tecnica insegnatale da uno sherpa pugliese). Appena realizzata la grave perdita scatta il panico e Vale si fionda sulla prima macchinetta che le capita a tiro, con l’intento di svaligiarla (sia mai che il tragitto Tallinn-Vilnius sia sullo stile della Salerno-Reggio Calabria ad agosto). Ri-panico… fuori uso… guardiamo i nostri vicini in attesa dello stesso pullman e ci sembrano un gruppo di calabresi pronti per la transumanza ferragostana… e noi? Neanche uno schifido pacchetto di Tuc! A nulla valgono i miei tentativi di rassicurare Vale che se la compagnia con cui viaggiamo si chiama Lux Express, ci sarà un perché! Lux! Mica Barbon Express! Ce la daranno una cavolo di bottiglietta d’acqua, no?? E poi con l’ingegno che manco Mc Gyver, riesco ad estrarre dalla macchinetta proprio l’ultimo pacchetto di Tuc stantii che potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte per inedia.

Siamo pronti per la traversata… se non fosse che, saggiamente, ho prenotato i posti dell’ultima fila del bus, per capirci, quelli che quando andavi a scuola e ti sedevi lì voleva dire che eri il ras del quartiere, l’imperatore del trono di stoffa. Forse è per quello che finisco per scegliere sempre quei posti… che ogni volta si rivelano impossibili da reclinare… con conseguenti bestemmie della mia dolce metà, che vede tutti stravaccati in orizzontale e noi seduti con un paletto nel sedere. Però vuoi mettere il senso di onnipotenza verso i tuoi sudditi del regno di Lux Express? Che poi oddio se non ci fossero state le due simpatiche Estoni di fianco a noi, vuoi mettere anche lo sbrago-a-quattro-posti? Manco in prima classe sugli aerei dei sultani! Ma ahimè c’erano… e hanno pure rotto i maroni fino alle 3 di notte… quando ho dovuto estrarre l’arma definitiva per zittirle: il calzino usato da 5 giorni… bam, colpo secco e via a dormire… sono ancora sul pullman, han fatto la tratta 5 volte prima di svegliarsi…

Visuale sul regno di Lux Express dal trono del potere

Arriviamo finalmente a Vilnius che ho due salcicce al posto dei piedi, ma siamo sopravvissuti… disidratati, ma sopravvissuti. La Vale si fionda nel primo bar aperto e capisco che la situazione è grave quando guardando un distributore di bevande calde esclama: “ma che bevanda è quella col simbolo della bomba a mano?”

Questa cioccolata è una bomba!!

Vabbè sorvoliamo, ci rifocilliamo a bombe a mano e ci dirigiamo con Uber (3 euro una corsa di 10 minuti) in hotel. Anche a questo giro ci dice bene e l’appartamento al grazioso Secret Garden Inn è già disponibile nonostante siano le 7:15, fenomenali! Ci tuffiamo a letto e ce la dormiamo alla grande per 3 ore. Mica il solito brunch, la sciura appena saputo che eravamo italiani ci ha fatto il pranzo della festa, e poco prima di mezzogiorno siamo attivi e pronti per Vilnius. Ci perdiamo per i vicoli della città vecchia, la via del castello, la via della letteratura ed arriviamo al quartiere-repubblica indipendente di Uzupio.

Città indipendenti gemelle di Uzupio (con Cristo backpacker sullo sfondo)

Simile a Cristiania a Copenhagen e distante solo 820 km come ricordato da una scultura-cartello, è anch’essa dotata di una propria costituzione di 41 articoli. Me ne restano in mente 3 (perché 3 neuroni tengo):

39. Non vincere

40. Non contrattaccare

41. Non arrenderti

Estratto della costituzione di Uzupio

Se volete sapere quali sono gli altri 38 e un po’ di storia, il link è questo:

https://en.m.wikipedia.org/wiki/Užupis#Constitution_of_U.C5.BEupis

I miei 3 neuroni sono ancora intenti a digerire l’anacronismo utopico di questi punti (e dopo “anacronismo utopico” si sono spenti in un grido di dolore) mentre, ad un certo punto, vedo Vale ipnotizzata davanti all’ennesima vetrina, novella Ulisse ammaliata dalle sirene hand-made. Non faccio in tempo a placcarla che ha già varcato la soglia del non ritorno.

Entro anche io tra le fiamme e questo è il quadro che mi si presenta:


Ora tenete a mente i personaggi principali di questa scenetta:

  1. Vale, abilmente e casualmente inclusa tramite gioco di specchi nella parte alta, intenta a contrattare una spilla a forma di trattore (che lei sostiene essere una locomotiva);
  2. Ringhio il cane piùbbbbellodelmondo, in basso a sinistra, che sbava manco avesse visto una costata entrare dalla porta;
  3. Titty il canarino, sulla destra, che cinguetta allegramente.

Vale mi si avvicina ed esclama preoccupata: “Paolo ma che verso fa quel cane??” Ora a meno che Ringhio non si sia mangiato Titty mentre non lo guardavo, dubito che abbia imparato a cinguettare… ci ripenso e forse ho capito male… mi avrà chiesto che verso fa quel canarino… noooo! Crede veramente che Ringhio cinguetti! Lo stordimento da souvenir ha raggiunto livelli incalcolabili! Ha sfondato la scala Wanna Marchi-il Baffo! Intervengo di prepotenza e, non appena la spilla è nelle nostre mani, le turo le orecchie con la cera di una candela hand-made e spezzo l’incantesimo che ci tiene prigionieri nel negozio.

Scena surreale archiviata e riprendiamo la visita della città, con la collina delle 3 croci (confusa con quella delle 3.000 che si trova ad 80 km da qui), il duomo, il castello (visto dalla città) e un caffè-libreria nel quartiere ebraico. Cenetta veloce a base di zuppette rosacee (tanto per cambiare) e casoncelli rivisitati alla lituana e scappiamo in hotel dove ci attende uno scoppiettante caminetto come nei migliori film di Natale! Autoscatto di rito e via a scrivere due righe sulla giornata di oggi!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. sandra ha detto:

    Che negozietto bizzarro! Ho notato che c’era la bambola con il naso a patata..simpatica!!

  2. sandra ha detto:

    Buona notte e sogni d’oro , belli freschi..

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.