RTW day 50: In viaggio verso un sogno che si realizza – N.P.H. Perú – Cañete

Le scarpe non sono ancora asciutte, cosi anche oggi facciamo i frati girando con i sandali.

Missione 1: pelucheria. Ormai abbiamo tutti e due delle chiome indomabili: io sembro un leone e Paolo ha la frangetta. Il primo ad andare sotto le grinfie della pelucheria è Paolo e partiamo subito bene: sul coppino la parrucchiera si lascia andare ad una sfumatura piuttosto alta… davanti invece può andare. Tocca a me, faccia quello che vuole, basta che mi alleggerisce la cofana. Esco che sembro Raffaella Carrà!

Missione 2: recupero t-shirt vinta ad honorem per le ore passate sui bus del Perù. Gli uffici di Peru Hop si trovano proprio a pochi isolati di distanza. La t-shirt con l’alpaca deve essere nostra!

Missione 3: mangiare. Visto che veniamo da un periodo travagliato Paolo decide di cucinare 12kg di patate. È lì che fa e disfa e dopo poco mi chiede se è normale che nella pentola ci sia la terra… eh no che non è normale vedere le zolle che praticamente le puoi di nuovo rimpiantare! Ora sostiene che così è meglio perché ci sono più sali minerali… per fortuna sta bollendo tutto…

Finalmente le nostre benedette scarpe si sono asciugate, ma quelle di Paolo odorano di cadavere. Nell’ostello qualcuno ha lasciato in eredità del talco per i piedi, gli dico di metterne un po’ nelle scarpe e preciso: “mettine poco!”. Dopo un po’ lo guardo mentre cammina e dalle sue scarpe fuoriescono delle nuvolette bianche ad ogni passo… puf-puf-puf-puf. Ecco, appunto, come non detto!

Partiamo per San Vicente de Cañete, la città dove si trova la casa N.P.H. Perù, che accoglie i bambini in difficoltà di questa zona di paese. Lì si trova la bimba che abbiamo adottato a distanza tramite la Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia (se siete interessati alle loro attività trovate il link a fondo pagina). La casa in Perù è una di nove presenti in tutta l’America Latina. N.P.H. ( Nuestros Pequeños Hermanos, “i nostri piccoli fratelli e sorelle”) in oltre 60 anni ha costruito Case-Orfanotrofio in Messico, El Salvador, Honduras, Haiti, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Guatemala, Bolivia e Perù, che nel tempo hanno salvato, accolto e cresciuto migliaia di bambini come figli.

Per arrivare a San Vicente de Cañete ci vogliono 3 ore di bus. Noi le passiamo con un autista tutto particolare; ogni tanto urla le stazioni e la gente scende con il bus in corsa. Durante il viaggio il suo assistente-bigliettaio ci avrà controllato il biglietto 12 volte: lo guarda, poi lo strappa, poi lo piega, poi lo incolla, poi lo ristrappa… Io sono con lo zaino sulle spalle già 20 minuti prima della mia fermata, pronta per paracadutarmi fuori, ma per fortuna scendiamo a un capolinea. Dobbiamo recuperare le valigie, l’autista grida “aiudandeeeeeee!!!”, e il baldo tuttofare si catapulta dal finestrino come nei film tamarri di Vin Disel.

Arrivati in questo paesino, dopo aver passato paeseggi dalle dune giganti, prendiamo un taxi in cerca della Casa N.P.H. Perù. Il navigatore ci porta dritti contro un muro, ma il tassista insiste cambiando strada e finalmente la troviamo!

Ci accoglie la coordinatrice e con lei facciamo il giro di tutte le casette, dove gli 80 bimbi sono dislocati per fasce di età e sesso (tranne quella dei più piccoli dove si trova la nostra figlioccia). Si stanno già preparando per la notte e la vista di ospiti li ecciterebbe troppo, quindi ci chiedono di aver pazienza e di aspettare il giorno seguente. Capiamo perfettamente, nelle varie case i bimbi sono incuriositi da noi e Paolo viene appellato da tutti Guerrero! Questo infatti è l’anno dei mondiali e il Perù ha centrato una storica qualificazione di cui tutti sono orgogliosissimi. La punta di diamante della squadra è proprio Paolo Guerrero, che qui è un idolo al pari di Cristiano Ronaldo, Messi e Maradona. Quindi portare il suo stesso nome è un biglietto da visita eccezionale e suscita grande curiosità tra i bambini e i ragazzi di ogni età.

Mangiamo con la coordinatrice, le tias e una quindicina di bimbi che hanno dagli 8 agli 13 anni… impazziscono per la barba di Paolo e gli si buttano addosso!

C’è una cartina del mondo appesa nella sala dove si mangia, cerchiamo insieme dove sia l’Italia e dove si trovino le 7 meraviglie del mondo antico, alcune delle quali purtroppo non esistono più!

Finito di mangiare uno di loro ha il compito di lavare i piatti e riordinare, sembra speedy-gonzales. Lo aiutiamo e, man mano che sciacquo i bicchieri, mi chiedo se si moltiplichino nel lavandino, non finiscono mai!

È ora di andare a letto, un abbraccio, un bacio e buona notte a tutti… ormai siamo già “tia” e “tio” anche noi!

Paolo si abbiocca tempo zero, io ho un po’ di pensieri che mi ronzano in testa, la nottata passa, ma un po’ movimentata!Dopo tanti anni di foto e di lettere, domani vedremo la nostra figlioccia e non mi sento pronta, non so perché… poi, prima di addormentarmi, mi viene in mente la frase che c’era scritta sul sacchetto della libreria, ovviamente il caso vuole che sia proprio quella de “il Piccolo Principe : “se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!”

Per saperne di più sulla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, sulla casa di N.P.H. Peru e per sostenere i suoi progetti:

https://www.nph-italia.org/cosafacciamo/casenph/9/peru/

Con 26 euro al mese è possibile cambiare la vita di un bambino accolto nelle case N.P.H. Per saperne di più sulle adozioni a distanza potete scrivere a padrini@nph-italia.org

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mamma ha detto:

    Caro Pablo: il peluccaio ti ha fatto una bella sfumatura bella alta.Con ciò mi ricorda che anch’io ne ho avuta una così da piccola.Mio papà mi porto’dal suo parrucchiere(tosatore).
    Le ultime parole famose di mio papà tradotte dal milanese in italiano furono:”così per un po’sei a posto.
    Ciao a tutti e buon 2018.
    Un abbraccio a tutti i bimbi della casa St.Rosa.

    1. la Vale ha detto:

      Ricordo questo racconto… come quello della scatoletta-saponetta e quello del tram nella giornata di pesca. 😂😂

    2. Pablo ha detto:

      Ahaha grande! Ormai facciamo tendenza!

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