RTW 97-98: nel blu dipinto di blu delle Montagne Blu

Questa seconda parte del viaggio in Australia potrebbe essere intitolata: “va’ dove ti porta il vento”, improvvisiamo alla grande, insomma. Abbiamo trovato un volo low cost che tra 5 giorni ci porterà in Asia… noi ora siamo a Sydney, ma non chiedeteci di stare fermi qui per così “tanti” giorni!

Abbiamo quindi deciso di girovagare nel raggio di un centinaio di chilometri nei dintorni, anche perché le distanze in Australia sono abissali e allontanarci troppo vorrebbe dire passare le giornate seduti in auto. Ci travestiamo per qualche giorno da sydneysiders e ci diamo alla gita fuori porta.

Giochiamo la prima fiche con due giorni nel Blue Mountains National Park, un parco naturale grande quanto la Danimarca! Andiamo al punto informazioni per poter prendere le mappe del sentiero del National Pass, di cui abbiamo visto immagini suggestive: sorpresa, è chiuso per pericolo di crolli. Ci consigliano una passeggiata alternativa nel circuito del Grand Canyon, che dovrebbe essere identica (spero non nei macigni che piovono sul sentiero) … Iniziamo col dire che non c’entra proprio una mazza, ma la passeggiata circolare tra una lussureggiante vegetazione e corsi d’acqua è comunque suggestiva: partendo dal belvedere di Evans si segue un percorso ben ombreggiato e visto il caldo di questa zona è una vera goduria. Unica pecca: i lucertoloni che sbucano senza preavviso dalle rocce con il solo intento di farmi venire un infarto!

Alla fine del trekking ci accorgiamo di essere diventati degli stambecchi tra questi sentieri:

  • tempo stimato per il percorso: 3-4 ore
  • tempo impiegato da noi: 2 ore e 26 minuti

Per la notte troviamo alloggio a Blaxland, in una casa sull’albero, il sogno di Paolo sin da piccolo… Decidiamo di cucinarci la nostra immancabile pasta, così accendiamo la piastra elettrica in dotazione nella piccola cucina e restiamo in contemplazione. Dopo pochi secondi l’aggeggio infernale si spegne, dandoci un inquietante messaggio di errore. Ci ritentiamo per più volte schiacciando tutti i pulsanti possibili e provando combinazioni che neanche il cryptex di Dan Brown ne ha mai viste tante. Ci viene in soccorso il proprietario di casa: legge le istruzioni… smanetta… accende un fiammifero… e già iniziamo male perché la piastra è elettrica e non a gas, ma vabbè…

Dopo qualche minuto, ha un’intuizione geniale e dice una cosa alla quale noi non avremmo minimamente pensato: “Cucinate la pasta nel microonde!”. Attimo di silenzio… E come facciamo!? Mi guarda come una che è appena scesa dalla montagna del sapone. Gli esce un’altra idea da chef: “Cucinatela sul barbecue!”. Altro attimo di silenzio… Senti Paolo, abbiamo lì il tonno, tra poco ci spunteranno le pinne gialle, ma io sta cosa non la posso fare. Mi stracciano il passaporto italiano! E con tutta questa fatica per collezionare i timbri di mezzo mondo, ora mi faccio fregare per un piatto di pasta cotto sul barbecue!? Anche il cacatua alle spalle di Paolo è alquanto perplesso!!

Viriamo su un’insalatona di tonno e ci salviamo serata e passaporto.

Il giorno successivo visitiamo un’altra parte di Parco delle famose Blue Mountains, chiamate così per via della foschia bluastra che le avvolge, data dalle sostanze oleose sprigionata gli alberi di eucalipto che ricoprono queste montagne.

Scendiamo a fondo valle tramite la Giant Stairway, una scalinata a strapiombo che porta fino in fondo alla valle girando attorno a degli speroni di roccia soprannominati le Tre Sorelle. Camminiamo tra passerelle in legno e scalinate di roccia ripidissime (ripidissime me l’ha fatto aggiungere Paolo, il nostro metro di misura non è proprio allineato).

Sul sentiero incontriamo una ragazza che scende saltellando mentre fa colazione; mi giro verso Paolo e lo vedo un po’ irrigidito per via dello strapiombo, attaccato alla ringhiera con le mani che sembrano delle morse… alla fine della camminata ha scartavetrato tutta la ringhiera!

Continuiamo con il percorso fino ad arrivare ai piedi delle Tre Sorelle. Queste rocce prendono il nome da una leggenda aborigena che narra di tre sorelle trasformate in roccia da uno stregone per proteggerle dai loro pretendenti. Purtroppo lo stregone morì prima che potesse annullare l’incantesimo e le sorelle rimasero lì, pietrificate a Echo Point a Katoomba da allora. Questa leggenda, secondo Paolo, insegna a sganciarla prima che si tramuti in marmo. Non credo che gli aborigeni intendessero proprio questo…

I tre speroni di roccia sovrastano la valle del Jamison e, a guardarle, sembra che stiano lì in piedi a guardia delle Blue Mountains.

Percorriamo il sentiero del Federal Pass in mezzo alla foresta di eucalipto sul fondo della valle, fino ad arrivare all’estremità opposta dopo circa un’ora. Ora essendo scesi per quasi 900 gradini, la fisica vuole che ce ne siano altrettanti da salire. Il sentiero di risalita è noto col nome di Furber Steps. Noi che furbi non siamo, ovviamente non avevamo minimamente calcolato questo dettaglio… ma in soccorso agli scassoni come noi arriva la Katoomba Scenic Railway la più ripida ferrovia passeggeri del mondo con 52° di pendenza, che si sentono tutti! Infatti è difficile rimanere aggrappati al proprio posto mentre si sale. Un tempo era la rotaia usata dai minatori per trasportare in cima alla valle il carbone estratto quaggiù, ora trasporta camminatori esausti o curiosi di tutto il mondo.

Saliamo e subito Paolo inizia a smanettare con i bottoni… ci ritroviamo più inclinati di tutti senza possibilità di raddrizzarci!

Ok siamo risaliti, però siamo ancora dall’altro lato della valle… nel biglietto dello Scenic Park è inclusa anche la cabinovia più alta di tutta l’Australia: la vista da qui è entusiasmante, si passa da una montagna all’altra, sopra le Katoomba Falls, sospesi su di un filo a circa di 270 metri di altezza.

Scesi dalla cabinovia, parte il momento autoscatto… a volerla fare apposta una foto così non ci sarebbe mai riuscita!

Nel tragitto, un gradino, che calpestiamo con noncuranza, ci fa tornare indietro di qualche passo e ci fa un po’ riflettere… siamo a metà del nostro cammino nel bosco, poco più della metà di questo viaggio e un po’ meno della metà (si spera) della nostra vita, la metà che rimane è solo in mano nostra, le nostre scelte decideranno quale direzione prenderà!

Rientriamo in ostello piacevolmente sorpresi da questa parte di Australia, poco nota al turismo europeo, ma decisamente meritevole. Per cena finiamo finalmente questo pacco di fettuccine Remano piuttosto collose, che sembrano moltiplicarsi nella notte, ma grazie a loro stiamo riuscendo a stare nel budget anche nella costosissima Australia… però adesso andate e non moltiplicatevi più, per favore!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. ros ha detto:

    tutta la mia solidarietà a paolo per la paura dello strapiombo e a entrambi….x ciò che le vostre orecchie hanno dovuto udire.

    spaghetti al barbecue….quasi quasi mi invento il business….

    1. la Vale ha detto:

      Non ti offendere Ros se non finanzio la tua attività di spaghetti al bbq

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