RTW day 1-2: Iguaçu o Iguazú sempre tanta roba

Prima sveglia in terra straniera, facciamo già la conta delle cose perse dopo il primo giorno: mascherina copri-occhi-da-gufo-sempre-vigile andata.

Ovviamente è quella della Vale, ma ho come l’impressione che sarò io a dovermi immolare per il prossimo viaggio insonne…

Oggi partiamo subito con un dilemma, cosa andiamo a vedere per primo?

A- il ponte dell’amicizia al confine tra Paraguay e Brasile, cemento armato 100%, tasso di PM10 che neanche a Shanghai, via preferita di trafficanti di materiale elettronico e borse di Prada

B- il lato brasiliano delle cascate dell’Iguaçu, una delle sette nuove meraviglie della natura, che in confronto quelle del Niagara sono una pozzanghera nel Sahara

Ovviamente come tutti i malati di wanderlust decidiamo per l’opzione A, per un semplice motivo: 4 timbri in più sul passaporto, tutti nel giro di 30 minuti, e anche il Paraguay depennato dalla lista dei paesi di cui abbiamo calpestato il suolo.

Con un polmone corroso dal gas di scarico dei tir in coda alla dogana rientriamo in Brasile e, dopo un breve pit stop in ostello, ci dedichiamo all’opzione B con variante B.1.1, ovvero: visita al lato Brasiliano delle cascate di giorno e visita al lato Argentino la notte.

Il lato brasiliano ci prende 3 ore buone, è più raccolto e concentrato rispetto a quello argentino, ma forse più di impatto scenografico.

Ne usciamo fradici e dio benedica le macchine fotografiche weather-sealed altrimenti potevamo dire addio alle foto di questi 6 mesi già al primo giorno. Vogliamo ricordare questo momento tramandando ai posteri due perle:

  1. la Vale che, nel mezzo della cascata con una nube di acqua che sembrava di stare tra i rulli di un autolavaggio, se ne esce con: “Pí, mi prendi la macchina fotografica dallo zaino che voglio fare la foto all’arcobaleno?”. Probabilità di annacquare l’intero contenuto dello zaino: 100%.
  2. questi due profilattici umani emersi dalla suddetta nube (notare la Vale che se la ghigna in secondo piano)

Passiamo poi al lato oscuro della cascata, quello argentino; oggi infatti è notte di luna piena e gli argentini, che ci vedono lungo, organizzano passeggiate al chiaro di luna sulle passerelle a strapiombo sull’Iguaçu. In particolari periodi dell’anno (tra i quali non c’è il nostro ovviamente) è possibile vedere la luna sorgere dalle cascate.

In realtà questa attività c’è anche sul lato brasiliano e permette di vedere il Moonbow, ovvero l’arcobaleno formato dalla luce della luna che si rifrange sull’acqua delle cascate in sospensione, ma bisogna donare un rene e soggiornare al Belmond hotel per potervi accedere. Visto che i reni ci servono entrambi, decidiamo per la versione argentina.

E direi che la scelta si rivela azzeccata; la Garganta del Diablo, sotto la luce lunare, ha un fascino surreale e la potenza dello scorrere delle acque è moltiplicata esponenzialmente in questo contesto spettrale.

Nonostante anche Dario Argento avrebbe un po’ di inquietitudine in questo contesto, la Vale riesce ad addormentarsi sul trenino che ci riporta all’ingresso, mentre io vengo attaccato da una locusta amazzonica da 3 kg. Voci incontrollate parlano della presenza di una mega grigliata di brontosauro della pampa all’arrivo, quindi decido di risparmiare la locusta in attesa della fantomatica cena. Visto che, tra una cosa e l’altra, sono le 23:00 direi che il brontosauro non ha scampo.

1:20 e siamo di nuovo in Brasile (con la pancia piena e con altri 4 timbri sul passaporto), il fuso orario diverso tra i due lati del parco ci frega un’altra ora di sonno, ma domani è un altro giorno e noi ce ne infischiamo.

Ripercorriamo lo stesso tratto il giorno seguente ed esploriamo gli altri due cammini (superiore e inferiore) con la luce del sole. La garganta non smette di impressionarci anche oggi e ci regala pure un arcobaleno molto scenografico in un contesto di pura natura.

Link utili:

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13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Gabriele ha detto:

    Bello ragazzi!! Continuate a renderci partecipi 🙂

    1. la Vale ha detto:

      Grazie, un abbraccio anche ad Elena!

  2. Nicla ha detto:

    Ragazzi queste foto sono spettacolari, meravigliose!! Mi sento un po’ lì con voi, mi state facendo sognare!

    1. la Vale ha detto:

      Ciao Nico, grazie! A volte ci chiediamo se è sogno o realtà questo…

  3. MarAndrea ha detto:

    Uao!! Che meraviglia , che natura fantastica. Un abbraccio

    1. la Vale ha detto:

      😘

  4. Carla ha detto:

    Che magia!
    Foto e narrazione mi hanno trasportato lì. Non vedo l’ora di vedere la prossima tappa! 😊

    1. la Vale ha detto:

      Grazie!! Tappa successiva pubblicata! 😁

  5. Carla ha detto:

    Già letta!
    Che invidiaaaaaa!!!

    1. la Vale ha detto:

      Imbattibile…la prima in assoluto! Ahah!

  6. Rosanna Calandra ha detto:

    Da giorni e giorni mi dico “oggi voglio leggere dei ragazzi matti in giro per il mondo”…bhè il giorno che rimando da due mesi è arrivato….e per voi è la fine 😉 man mano che procedo parto con le domande e vale…..tu sai che non mi fermo facilmente. Già questa prima tappa è un sogno ! Vedo delle foto bellissime di altrettanti posti che ho visto un miliardo di anni fa…quando l’inquinamento di cui parlate era………lo stesso di oggi….e i turisti-preservativo si presentavano in infradito scivolosissime…..suggerirei una freccia all’uscita dalle cascate del Niagara…..”per cascate vere…rivolgersi più a sud!!!”

    1. Pablo ha detto:

      😄 buona lettura allora!

    2. la Vale ha detto:

      Si, una volta che le domande partono si susseguono una dopo l’altra… ricordo! 😂 Devo dire che le turiste-preservativo peró mi hanno fatto morir dal ridere!

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