RTW day 100-101: farina in spiaggia e spumante tra le rocce

Siamo al giorno 100! E via con la sigla di “Ok, il prezzo è giusto!”

Oggi ci troviamo a sud di Sydney ad esplorare la costa che si spinge fino a Jervis Bay, famosa per le sue spiagge annoverate tra le più bianche del mondo. La sabbia è così fine che sembra di camminare sulla farina e sotto i nostri passi addirittura scricchiola!

Noi non siamo amanti della tintarella, in più il buco dell’ozono sembra che abbia preso come fissa dimora proprio la zona sopra questo immenso continente, quindi l’idea di metterci come lucertole fritte al sole non ci sfiora minimamente. Dopo qualche scatto di rito stiamo già vagabondando. Purtroppo però veniamo rimbalzati dalle guardie all’ingresso di alcuni sentieri, perché molte zone sono interdette a causa di esercitazioni militari. Tutto molto ben segnalato e isolato da reti e cancellate, ma la cosa è comunque un po’ inquietante… uscire dai sentieri qui è come camminare per le strade di Kabul. Sarà per questo che ci siamo solo noi in spiaggia? Entrati nel parco naturalistico di Jervis Bay, raggiungiamo un faro (o meglio, quel che ne resta) che deve essere stato travolto da qualche onda anomala, visto che giace in rovina… forse mi è passata la voglia di visitare i fari su scogli tempestosi!

Picnic in riva al mare a Huskisson, ma facciamo un passo indietro a questa mattina. Sto preparando i condimenti per il pranzo e la Vale alle mie spalle esclama: “Ma sei matto?! Ci possiamo fare il bagno in tutto quell’olio!”

Peccato che poi, 4 ore dopo, si è fatta la scarpetta con “tutto quell’olio”…

Il giorno seguente è il turno di Kiama dove la fanno da padroni i blow holes, una sorta di gayser freddi: da buchi nella scogliera fuoriescono getti di acqua ad alta pressione, grazie alla combinazione dell’alta marea e del forte vento. In tutto questo, vapori e alte temperature non entrano in gioco per una volta. E vai che a sto giro non corro il rischio di trovarmi le chiappe abbrustolite! Sia il buco piccolo che quello grande concedono magia, stappando come bottiglie di champagne sotto la pressione delle onde. Niente di eccezionale, ma sicuramente insolito.

Al parco vicino a Cove Beach, ci fanno compagnia per pranzo dei canguri spaparanzati proprio davanti alle postazioni dei barbecue… fossi in loro starei alla larga che qui non ci pensano due volte a metterti sulla brace!

Nel frattempo, una coppia di simpatici vecchietti sbaracca la loro tenda e notiamo che hanno portato più roba loro che noi per un viaggio di sei mesi. Secondo me la moglie si è portata pure il ferro da stiro a carbonella per stirare la tovaglia del tavolino da campeggio. Ovviamente è il marito che tira tutta la baracca.. sant’uomo.

La sera torniamo verso Sydney e per risparmiare dormiamo fuori dalla città, in un paesino di nome Hurstville, l’equivalente di Cormano per Milano. Potete immaginare che vita notturna, quindi a letto alle nove!

Un commento Aggiungi il tuo

  1. ros ha detto:

    guarda che a cormano c’è vita……

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