RTW day 112: Le mille e una grotta di Hpo Win Daung

Dopo la scorpacciata di templi a Bagan eccoci di nuovo in moto. Non nel senso di motorino, quello lo abbiamo archiviato, miracolosamente senza troppi danni. Siamo di nuovo itineranti, destinazione finale Mandalay, ma con deviazione tattica verso Monywa per una notte. Questa cittadina dista esattamente tre ore sia da Bagan che da Mandalay. 3 ore di auto, più di 4 ore di bus se ti va bene… infinite se ti va male, 127 di treno+barca. È finita sul radar della Vale poiché è la città più vicina alle grotte di Hpo Win Daung, valutate 3 stelline con lode e quindi un must del viaggio irrinunciabile. Perché un punteggio così alto? L’intera montagna è stata scolpita con piccole grotte, nicchie, scalinate e al suo interno sono presenti centinaia di tempietti e immagini di Buddha. Ce ne sono, a seconda delle fonti, da 500 a 900, scavate tra il XIV e il XVIII secolo; al loro interno sono conservati meravigliosi affreschi dai colori tuttora vividi. Aspettative altissime quindi. Dalle informazioni in nostro possesso, recuperate su antichi tomi trafugati in segreto, le grotte più belle sono quelle numerate come 478 e 480. Ma poiché non esiste una mappa, ci prepariamo per un’entusiasmante caccia al tesoro. Sembrerebbe anche abbastanza semplice visto che ogni tempietto ha un numero spennellato sopra. Peccato che si inizi dal 290 e si torni indietro… ehm… e il 400? Ad un certo punto la cosa si complica ulteriormente visto che appare una doppia numerazione… forse va fatta la media dei due numeri? Aiuto! Il lato positivo è che questo ci spinge ad esplorare tutta la zona (per due volte) e così scopriamo altre nicchie degne di nota, come la 176, subito all’inizio del percorso, raggiungibile inerpicandosi su una roccia, prendendo il sentiero sulla sinistra; ovviamente noi ignoriamo completamente le guide che indirizzano verso destra, andiamo in controcorrente anche questa volta e la cosa funziona alla grande.

Scopriamo inoltre che il complesso va ben oltre il breve circuito che il 90% dei visitatori percorre. Risaliamo per la seconda volta i gradini con più calma e scambiando qualche parola con le persone del posto, che sembrano indirizzarci ancora più su. Ma su dove?

Decidiamo di seguire la gallina che ha la faccia di quella che la sa lunga!

Raggiunto un pozzo in cemento in cui un vecchietto si sta lavando, in effetti intravediamo una strada che prosegue ulteriormente.

Saliamo ancora e ancora, ma non troviamo nulla, finché questo guardiano di pietra ci fa pensare che forse troveremo altre grotte.

Le troviamo, anche se temiamo di incrociare per l’ennesima volta un 325 o un 272 e invece, quando stiamo per perdere le speranze, urlo di gioia!! Ecco il gruppo dei 400!

In effetti questa è proprio la parte più suggestiva, lasciata completamente a se stessa e per niente frequentata, non ce ne saremmo mai andati senza averla trovata.

Addentrandoci ancora, nonostante il sole cocente, troviamo altre grotte con più cunicoli… siamo sempre più affascinati e non saltiamo neanche una porta.

Anche gli affreschi ci lasciano letteralmente a bocca aperta.

Questa foto parla da sola: io guardo la foto che ho appena scattato che mi sembra una ciofeca e il Buddha alle mie spalle se la ghigna alla grande!

Ci sentiamo dei piccoli Indiana Jones visto che siamo i soli occidentali ad entrare ed uscire da una grotta dopo l’altra. Chissà, forse anche qui tra qualche anno, con l’arrivo del turismo di massa, proibiranno l’accesso e metteranno tutto dietro teche di vetro, ma per ora ce lo godiamo così, naturale e suggestivo. Le tre stelle con lode vengono confermate e sottoscritte da entrambi. A memoria futura lascio una mappa con i templi che ci sono più piaciuti.

  • Una parola per il Hpo Win Daung: un salto indietro nel temp(i)o
  • Voto: ⭐️⭐️⭐️ con lode

Prima di raggiungere Monywa, approfittiamo della vicinanza dello Shwe Ba Taung, un complesso di 46 templi rupestri, più piccolo del Hpo Win, cui si accede tramite passaggi tagliati verticalmente nella roccia calcarea a una profondità di circa 8 m. Le immagini di buddha sono più grandi e più recenti rispetto a quelle del sito principale (oltre ad avere alcune sculture decisamente non convenzionali) e per noi hanno decisamente meno fascino. A parte la ranocchia gigante dorata che resta il pezzo forte della collezione.

  • Una parola per Shwe Ba Taung: smutandato
  • Voto: zero ⭐️

Ci riteniamo soddisfatti e anche piuttosto cotti, quindi chiediamo al nostro driver di portarci alla vicina Monywa. Detto fatto e dopo 10 minuti siamo fermi, cofano aperto e motore fumante. Sarà un pomeriggio mooooolto lungo, sotto il sole cocente.

Sembra che un tubo si sia sciolto per il caldo, ma non c’è problema, il nostro autista, novello MacGyver birmano ha la soluzione: primo passo versare litri di acqua fredda nel cofano, secondo smartellare a caso qualsiasi componente, terzo legare il tubo incriminato con lo spago.

Niente da fare. Ad un certo punto, tra una martellata e l’altra, si avvicinano dei ragazzi del villaggio a dare consulenza… uno guarda pure nel baule, non si sa mai che metà motore l’abbiamo montato lì.

Pensiamo di fare l’autostop, ma passano i mezzi di trasporto più improbabili della storia e qualche bambino che si diverte a vedere la scena.

Un ragazzo della casa, davanti alla quale ci siamo fermati, inizia a correre verso un punto imprecisato, pensiamo alla ricerca di qualche pezzo di ricambio. Torna dopo neanche 5 minuti con un piatto di biscotti di puro zucchero, un dolce a base di riso fatto dalla nonna e la versione birmana della Fanta (uguale alla nostra ma con il quadruplo di zucchero). Vabbè se devo morire sotto il sole cocente voglio morire felice. Sempre se non mi coglie un attacco di diabete fulminante. Qui sono ripreso in stato catatonico al decimo biscotto:

Ringraziamo infinitamente il nostro amico che ci ha salvato dalla fame e, con i denti tutti cariati, ripartiamo dopo qualche ora. Facciamo l’ultimo tratto con l’aria condizionata spenta e a 20 km all’ora che andavo più veloce io con lo scooter a Bagan. Ma almeno arriviamo, accaldati e con la glicemia ai massimi storici, ma vivi.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. ros ha detto:

    eccomi ragazzi, non ho trovato mongolfiera che mi desse un passaggio ma ce l’ho fatta a mettermi a pari…..una domanda …..più o meno quanti budda ancora ci aspettano????
    scherzo…..è che non si può dire che non sia rappresentato …..
    un abbraccio e ….visto che sono le canzoni a farvi compagnia suggerirei…..”chiudi gli occhi ed immagina una gioia, molto probabilmente penseresti a una partenza….” N. Fabi.

    1. Pablo ha detto:

      Ahahah… non sono ancora finiti, ma quasi… manca il mega buddha che gli altri in confronto sono pigmei e un’altra grotta infarcita di statuette… poi giuro basta (forse)…

  2. ros ha detto:

    siete meravigliosi…..siccome domenica in teoria si vota per il paese e la regione…..e io non credo a nessuno…..potrei votare voi due …..per me avreste un programma da sballo….
    1 un budda per città che ci da serenità
    2 spaghetti bbq in tutte le mense
    3 cambi vestiti non più di tre
    4 no scarpe
    5 viaggi gratis per tutti intorno al mondo….

    vale e paolo for president !!!!

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