RTW day 129: leggere può creare indipendenza

Il secondo giorno a Luang Prabang si apre con una pioggia fitta. Come da programma, dedichiamo questa giornata alla comunità locale, tramite una delle organizzazioni che avevamo adocchiato ieri, scegliamo la Big Brother Mouse.

Qui è possibile acquistare libri in doppia lingua Lao-Inglese che saranno poi distribuiti nei villaggi oppure, tramite una donazione, è possibile sponsorizzare la pubblicazione di nuovi libri.

In fondo la nostra voglia di scoprire il mondo e di comprenderlo è nata anche grazie a delle pagine di libri e quindi crediamo fortemente in questi fogli di carta scritti che hanno il potere “magico” di incuriosire e di far sognare. Puntuali alle ore 9:00 ci presentiamo in libreria per offrire il nostro aiuto e il nostro tempo.

L’organizzazione è nata grazie a tre ragazzi, le cui storie si sono intrecciate proprio come in un racconto a lieto fine. Un giovane monaco, Kamla, incuriosito dal fatto che gli occidentali leggessero libri in vacanza; Sasha, un ragazzo europeo che cercava un modo per importare libri in Laos e Siphone, che il caso ha voluto fosse amico comune dei due. In Laos vi erano solo noiosi libri nozionistici, non esistevano libri di lettura neanche in lingua locale. Questo era ciò che i tre ragazzi volevano cambiare: portare i libri nella vita delle persone laotiane! Acquistarono dei pc usati e in una guesthouse, usando il letto come scrivania, scrissero e illustrarono il primo libro, “Il gatto che meditava”, tratto dalle storie raccontate a Siphone da sua nonna quando era piccolo. Kamla scrisse un libro sull’alfabeto laotiano “la rana, l’alligatore e il bufalo”, mentre Sasha la storia di una scimmia nel suo primo viaggio nella grande città in “Bangkok Bob”. Non bastava scrivere dei libri per pubblicarli, prima il governo avrebbe dovuto dare il benestare a ciascun racconto. Arrivò l’approvazione alla pubblicazione e finalmente nel 2006 la prima libreria del Laos fu inaugurata con un enorme successo. Continuarono a scrivere e coinvolsero anche i ragazzi degli orfanotrofi per illustrare i loro libri. Iniziarono a distribuirli nelle scuole e nei villaggi lontani per far appassionare grandi e piccoli alla lettura. Io solo a leggere la storia avevo il groppo in gola: tre ragazzi con grande determinazione e creatività hanno portato la passione per la lettura in Laos, in un paese in cui, fino a pochi anni fa, non esistevano libri. E hanno reso tutto ciò possibile in un paese in cui i libri sono un lusso assoluto!

Anche noi vogliamo sostenerli, quindi oggi ci rechiamo alla Big Sister Mouse School, dove bimbi e adolescenti imparano l’inglese tramite i libri prestati dalla libreria e lo praticano grazie alle ore volontarie dei turisti. Con noi c’è anche una ragazza tedesca, pure lei, in viaggio da quattro mesi. Più viaggiamo e più conosciamo persone che hanno intrapreso un cammino simile al nostro, per mille ragioni differenti, ma tutte con storie incredibili che sarebbero da racchiudere in un bel libro, per l’appunto.

La giornata scorre tra chiacchierate, fiabe e canzoni tutte rigorosamente in inglese. Quando entriamo in una classe sono i bimbi stessi che ci corrono incontro ansiosi di contare o leggere con noi e sono proprio loro a scegliere chi nella prossima mezz’ora sarà il suo “tutor”, come una sorta di affinità elettiva al primo sguardo. Alcuni ci corrono incontro abbracciandoci, altri timidamente toccano con la mano la seggiolina guardandoci negli occhi con la speranza che noi ci sediamo proprio lì.

Gli occhiali e la barba di Paolo richiamano sempre grande curiosità… lui da bergamasco doc tira fuori le sue origini costruendo cappelli da muratori con la carta.

Finiamo la giornata con una foto di gruppo con bimbi ed insegnanti e tanti bye bye… è un thank you nel linguaggio dei segni!

Anche noi abbiamo imparato tanto, un po’ di laotiano e qualche parola nel linguaggio dei segni per i sordomuti… e che anche i serpenti portano il parrucchino!

Rientriamo alla libreria alla fine della giornata, cerchiamo il libro “The cat that meditated“, ma ci dicono che è esaurito, essendo di gran lunga ancora quello dinpiu successo. Chissà se un giorno arriverà da noi su un Kindle… non avrà lo stesso fascino delle pagine con le orecchie, del loro fruscio e dell’odore della carta, ma almeno sapremo la storia di questo benedetto gatto!

Rientriamo e ci concediamo una cena al Boulang con tanto di dolce alla meringa, yoghurt e frutta, per riprenderci dalla giornata entusiasmante, ma impegnativa, visto che a noi capitano sempre i bimbi più agitati, che m sono anche quelli più simpatici in fondo!

Concludo con una frase di uno dei miei scrittori preferiti, Carlos Ruiz Zafón.

“Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare”.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. ros ha detto:

    posso dire mi piace, senza fare un clic ma credendoci pienamente in tutto ciò che avete racchiuso in questa tappa….
    leggere cambia la vita!
    grandi vale e paul !

    1. la Vale ha detto:

      Dolce Ros! Grazie 😘

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