RTW day 140: soli nel sole a Tam Coc

Questa mattina abbiamo da soddisfare l’ossessione che ci affligge da quando abbiamo messo piede qui. Sul 90% dei cartelloni e brochure turistiche si vede una foto stupenda di queste risaie. Eccola:

Nessuno sembra sapere da dove sia stata fatta. In questi giorni non abbiamo riconosciuto il posto magico, ma ci manca ancora l’itinerario classico in barca a Tam Coc, quindi potrebbe essere lì… Sicuramente non è stata scattata in marzo, visto che il grano è decisamente più sul verde ora.

Per evitare la massa di turisti arriviamo all’imbarco poco prima delle 8:00 e ci scegliamo come barcarola la vecchina più mattiniera e sorridente del villaggio.

O forse è lei che ha scelto noi, avendo sempre attivi i suoi radar da procacciatrice di turisti. Comunque sia, le affinità elettive ci hanno visto bene anche questa volta! Incredibilmente c’è pure qualche raggio di sole. E siamo soli sulla barca! Stiamo per partire quando un turista spagnolo chiede se può aggiungersi… ancora traumatizzati dal boat-sharing di ieri fingiamo di essere italo-giapponesi e ci lanciamo in banca, mentre la barcarola “accende” il turbo e inizia a pagaiare come una dannata, felice di non dover trasportare due pesi massimi. Abbiamo preso l’Ayrton Senna delle barcarole! Va più veloce lei della nostra barca a motore di Lan Ha di qualche giorno fa. Appena superata la serie di piccoli ponti, inizia a remare con i piedi per dare più spinta e si destreggia tra le grotte con abilità sopraffina.

Si chiama Flower, ha 63 anni, due figli e un po’ di nipoti e questo è il suo ultimo mese di lavoro, prima di una meritata pensione.

Le barche attive sono veramente poche e ci godiamo i momenti migliori, in cui queste donnine minute, dalla forza inimmaginabile e dai glutei di marmo, si preparano alla giornata: chi con la propria barca, chi con le proprie mercanzie da vendere, chi immersa nei campi di riso. Flower ha una voce squillante, attacca bottone con tutte, a discapito della quiete, ma a beneficio dei sorrisi che raccogliamo a palate anche qui. Ci troviamo davanti un oceano di fili fluttuanti mossi dal vento e non sappiamo se sia meglio ammirare il verde brillante di questo periodo o il giallo dorato di giugno, comunque uno spettacolo unico e suggestivo.

Conosciamo anche questa ragazza super solare e multitasking: pagaia con i piedi, sbuccia ananas da vendere ai turisti alla velocità della luce con le mani e parla senza sosta con Flower.

Tam Coc significa tre grotte per la presenza della grotta Cave, della grotta Hai e della grotta Ba; tra la seconda e la terza riconosciamo il punto di osservazione che cercavamo. Ci sembra decisamente inaccessibile, a meno di servirsi di corda e piccone di cui siamo momentaneamente sprovvisti, ma con la nostra agilità da bufali d’acqua escludiamo comunque la possibilità di poterlo mai raggiungere. La prospettiva dalla barca è decisamente meno entusiasmante e anche il panorama circostante in confronto a Trang An ne esce sconfitto, ma la simpatia di Flower rende questo giro più ricco di sorrisi!

Siamo di rientro dopo un’ora circa, accolti dalla cricca del porto che supervisiona le attività, mentre le donne lavorano a più non posso!

Abbiamo giusto il tempo per un pranzetto veloce prima di rimetterci in marcia per un’altra meta vietnamita.

Il percorso di oggi prevede:

  • taxi fino in stazione a Ninh Binh
  • treno locale per Hanoi
  • treno notturno per Sapa.

Quando abbiamo comunicato il nostro piano alla proprietaria dell’hotel, la sua faccia e la sua domanda ci ha preoccupato: “perché non avete preso il bus diretto da Ninh Binh per Sapa?”… spiazzati, la nostra candida risposta è stata: “perché a noi piace dormire in treno!”. Faccia ancora più perplessa… chissà cosa ci aspetta?

Torniamo quindi ad Hanoi sferragliando.

Saliamo sul treno locale delle 13:15 e ci spariamo 3 ore in compagnia di Tom e Jerry sulla TV dello scompartimento. Stasera in programmazione sui canali nazionali c’è pure “La casa nella prateria” nel caso ci fossimo persi qualche episodio.

Siamo gli unici occidentali e spicchiamo nel gruppo, infatti ad ogni fermata le nonnine che scendono ci salutano. Mentre siamo in dirittura d’arrivo ad Hanoi parte l’inno vietnamita a tutto volume, giusto per risvegliarci un po’.

Il treno si infila letteralmente tra le viuzze della città, passando a meno di un metro dal muro delle case. Ho sempre sognato di prendere il treno dal balcone di casa…

Scendiamo dal treno che ormai il sole sta per calare, di chi sarà mai quell’ombra?

Abbiamo un bel po’ di ore davanti a noi prima del prossimo treno e qualche commissione da sbrigare ad Hanoi, quindi lasciamo le valige in un armadietto della stazione, che in realtà è più il deposito del personale che lavora nell’ufficio, e ci buttiamo tra le ormai note strade trafficatissime del quartiere vecchio. I motorini, come da tradizione, fanno slalom tra i passanti e noi attraversiamo indenni tutti gli incroci anche questa volta.

Non riusciamo a non reimmergerci in questa città anche per poche ore e scattiamo qualche foto della vita che si svolge per strada tra un edificio coloniale francese e una vecchia casa, tutti affastellati e stretti l’uno vicino all’altro; il motivo è spiegato delle tasse: un tempo le facciate più larghe di 3 metri venivano duramente tassate e dunque le case e le botteghe sono cresciute sviluppandosi in profondità e mantenendo facciate strettissime.

La Vale decide di cestinare lo zainetto con spallacci in corda, dopo essersi fatta segare le spalle per 3 settimane, e vira su un palesemente finto zaino North Fake per la fantastica cifra di 3 euro. Io devo farmi pulire il sensore della macchina fotografica, possibilmente non con il Cif. Identifico un negozio apparentemente “ufficiale” e mi appropinquo verso la commessa intenta a schiacciarsi un brufolazzo. Espongo il problema e dopo 5 minuti la mia macchina fotografica è in viaggio su un motorino per la città… la rivedrò mai? Rieccola dopo 20 minuti… tutta intera, 4 patacche su 5 rimosse, la quinta è sotto il vetrino, niente da fare per questa deve intervenire la Fuji. Fuggo prima che la tizia faccia esplodere il suo brufolazzo sul sensore, mandando tutto il lavoro di pulizia a farsi benedire. Facciamo qualche test sul vicino laghetto e tutto sembra funzionare.

Assistiamo anche ad una serie di servizi fotografici matrimoniali, che grazie al cielo noi ci siamo scampati: lei guarda lui, lui guarda lei, lui bacia la mano ma non la guarda, insieme guardano il lago, lui le porge i fiori e lei guarda lontano, lei lo prende in braccio… ah no, si sono sbagliati, era il contrario e a lei viene l’enia. Noi due ci guardiamo e siamo felici di essere anticonvenzionali, anche perché alla seconda istruzione su come posare la Vale avrebbe già gettato il fotografo nel lago a fare compagnia alla tartaruga dal guscio molle.

Recuperiamo i bagagli e alle 21:30 siamo sul binario, in cerca della nostra carrozza… mmmh, devo aver sbagliato qualcosa nella prenotazione… ci sfilano davanti tutte le carrozze super-lusso, con tanto di abat-jour, acqua, frutta e materassone regale.

Arriviamo alla nostra e il responsabile della carrozza ci sposta di cinque scompartimenti, cercando di spiegarci il perché, ovviamente in vietnamita stretto. La stanza è spoglia e senza luce, il materasso ricorda vagamente Alcatraz, l’aria condizionata è a palla e fa un freddo becco.

Ci guardiamo e non siamo più tanto convinti che “a noi piace dormire in treno”, come spavaldamente dichiarato questa mattina. Ma chissene, anche questo fa parte dell’avventura e ci ridiamo sopra!

La Vale sviene dal sonno ancora vestita, io provo 3 volte a convincere il capotreno ad abbassare l’aria condizionata, senza successo ovviamente.

Mi dice sempre di sì e poi puntualmente mi trovo i pinguini nello scompartimento quando ritorno. Anche io mi schianto su questo comodo materasso in ferro battuto e mi addormento.

La stanchezza ha la meglio!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. ros ha detto:

    siete super ragazzi!
    vi seguo tutti i giorni….e sapere che anche qui ieri sera davano “la casa nella prateria”….bhe ci fa sentire più vicini!

    Un abbraccio grande e buona Pasqua a voi!

    1. la Vale ha detto:

      ❤️ la casa nella prateria non tramonta mai! 😂

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