RTW day 20: Talampaya e finanziarie “lacrime sangue”

Mattinata dedicata alle faccende: la Vale fa la bella lavanderina in ostello, mentre io vado in missione benzina e spesa…torno senza bottiglie d’acqua e con l’immancabile tonno. La Vale esclama: “vorrà dire che nel deserto ci berremo l’acqua della scatoletta del tonno!”

Oggi Parco Nazionale Talampaya, anche questo emerso dalle profondità della terra dopo la formazione della Cordigliera delle Ande. 250 milioni di anni fa questo territorio fu il regno dei dinosauri, infatti qui sono stati ritrovati i fossili del Lagosuchus Talampayensis, uno dei primi dinosauri che abitarono la terra.

Per visitarlo abbiamo 4 alternative:

  • a piedi (eh??? Sotto il sole a picco delle 14:00 a 40°C?)
  • in bici (noi siamo grandi estimatori delle due ruote sostenibili, ma vedi sopra)
  • con pulmino scassato dei mortaccioni
  • in camion 4×4 supertamarro e scoperchiato, così quando passano i barboni con il pulmino ci puoi sputare addosso

Siamo in fase “lacrime e sangue” dettata dall’ultima finanziaria, quindi optiamo per il pulmino (più ombrello para-sputazzi).

Sono le 14:30 e il tour parte alle 16:00, alla parola tour la Vale già si irrigidisce, ma ha tempo per fare training autogeno. Ci spiaggiamo sui divanetti, con l’aria condizionata sparata. In filodiffusione vengono trasmesse interrottamente cinque canzoni degli U2, reinterpretate da una cover band locale. Al 12º giro di CD penso che ora chiamo Bono e gli chiedo se è al corrente di sta ciofeca. Ma poi penso che, se i Metallica non hanno fatto una piega per la cover di Masini di “Nothing else matters”, neanche Bono si scomoderà, quindi mi alzo e smonto l’altoparlante tra il tripudio generale di un gruppetto di argentini dai tratti familiari… Portano tutti la stessa maglietta: “Club Amici della Fiat 600”. Qui si rischia di bissare l’escursione dell’Isla Magdalena.

La Vale si è già tuffata nel bidone della spazzatura per non essere risucchiata dalla comitiva esaltata…io mi fingo giapponese di adozione e, per essere convincente, recito a memoria la sigla di Ken Shiro.

Sembra che a questo giro ce la siamo scampata, loro salgono sul 4×4 tamarro! Il pulmino è tranquillo e la guida parla uno spagnolo velocissimo… Capisco solo che “gato con labios pintados” voglia dire qualcosa di sconcio, ma la Vale nel suo candore ovviamente pensa a Hello Kitty. Scopriamo che c’è anche la tappa aperitivo con uvetta, noci , moschini e una bottiglia di vino de li castelli già aperta dal turno precedente; mi immagino quelli dell’Overland 4×4 tamarro a pasteggiare a caviale e champagne e maledico chi ha inventato le app per tenere conto del budget.

Visitiamo questo deserto rosso tra dune rossicce, pianure di sabbia popolate da guanachi, nandù e maras, percorrendo il letto di un fiume impetuoso, ora asciutto; qui piove una volta all’anno e quando lo fa, viene giù a secchiate, ricreando il fiume dal nulla. Il terreno è però formato di un’argilla che non permette all’acqua di andare in profondità, rendendo di fatto impossibile per le radici delle piante attingerne. Alcune di queste si sono adattate, eliminando le foglie, sostituendole con le spine e concentrando la clorofilla nei tronchi verdissimi.

Qui ci sono testimonianze delle culture Diaguita e Cienaga e vediamo le loro incisioni rupestri fra i secoli III e IX d.C.

Il Canyon del Talampaya lascia a bocca aperta: le pareti raggiungono i 150 metri di altezza. Tutte le figure scolpite per secoli dall’acqua e dal vento hanno un nome: il Caminetto, il Monaco, l’Ascensore, i Cassetti e la Cattedrale (una parete rocciosa di ben 120 metri di altezza).

Finiamo il tour e ci imboschiamo uvette e noci per il viaggi di rientro (sai mai che foriamo, finisce la benzina, esplode il motore). Ma san Espedito ci assiste e arriviamo all’ostello a San Agustin senza imprevisti e passando dal via ritiriamo 20.000 pesos, alla faccia del budget.

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. simona ha detto:

    troopppo forti!! smack!

  2. Barbara ha detto:

    Vi adoro…siete veramente impareggiabili! Grazie per farmi partecipare a avventure e disavventure con il sorriso sul viso, luoghi meravigliosi negli occhi e tante emozioni nel cuore. E pure tanta invidia…:-)

    1. la Vale ha detto:

      Cara Barbara, che piacere leggerti! Tante emozioni da vivere senza filtri… lasciarsi andare e seguire l’onda, accettare ciò che ci circonda (a volte non capendo il perché) senza giudicare: sono le cose che stiamo imparando. L’ironia però ci serve per superare le difficoltà, non è tutto facile, ma il buon umore aiuta! Baci

  3. la Vale ha detto:

    Grazie Simo! Ogni giorno penso: “oggi cosa vuoi che accada?” E poi ne salta sempre fuori una… o forse vedere il lato comico in tutto aiuta a riderci sopra! Un abbraccio saggia amica!

  4. ros ha detto:

    buongiorno ragazzi…procedo come una formica ma procedo….mi sa che il prossimo agosto sarò arrivata al 124° giorno !!!…intanto diffondo il verbo trottolenelmondo. buon 18/01/18 ovunque voi siate !!!

    1. la Vale ha detto:

      Così ti godi pian piano le nostre avventure… abbiamo notato un’impennata nella lettura degli articoli, la tua pubblicità ha avuto effetti! 😜

  5. ROS ha detto:

    dal negozio di abbigliamento, al collega, al viaggiatore in treno, al parrucchiere, alle signore dal parrucchiere, alla collega…..bhe….sono così impressionata da cotanta bellezza che fatico a star zitta…..bacioooooo

    1. Pablo ha detto:

      Ahah grande! Continua così!!

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