RTW day 21-22: tra Leonciti e Cerri

Oggi altra valanga di chilometri per arrivare a Barreal, la città più vicina al parco della pampa del Leoncito. Google Maps suggerisce due itinerari, io ovviamente scelgo il più lungo (vuoi non passare per un paese chiamato Bella Vista??).

Tempo stimato: 6:30.

Tempo effettivo 10:49 (ma solo perché abbiamo mangiato in auto). Le ultime parole famose: “Vale, macchè fuoristrada, che tra l’altro costa una tuonata! La Chevrolet SV-baracca basta e avanza, qui le strade sono delle tavole da biliardo!”. Purtroppo non è disponibile la fotografia della faccia della suddetta quando il fondo dell’auto ha iniziato a sfregare sui sassi della strada, con tanto di scintille, ma immaginatevi l’espressione dell’urlo di Munch e vi siete fatti un’idea… stava già ripassando mentalmente il capitolo “come estrarre l’acqua dai cactus se vi insabbiate con la Chevrolet nel deserto”… mortacci de sta macchina, neanche il Generale Lee è così basso…

Dopo questo grazioso itinerario turistico, degno di una vera Parigi-Dakar, decidiamo di andare a letto presto. Il parco del Leoncito è famoso per essere in uno dei posti migliori per l’osservazione delle stelle, così puntiamo la sveglia all’una per andare a guardare il cielo e a fare qualche scatto in notturna… Guardo la Vale e non mi sembra molto convinta, dopo la traversata adrenalinica… “Sei sicura di venire?”,”Certo, che sennò poi tu mi capicolli giù per qualche dirupo se vai da solo”… la fiducia è proprio la base della nostra relazione…

Suona la sveglia nel cuore della notte, ma prima di abbandonare il letto devo farmi violenza… Mi appare lo spirito di Mc Curry che mi guarda schifato mentre mi rigiro tra le coperte. Poi penso alle 1000 mila miglia fatte per essere qui e quindi uscimmo a riveder le stelle!?Carico tutto l’armamentario fotografico (Vale inclusa) in auto e nel buio totale partiamo in direzione… Che direzione? Boh… Usiamo la forza, ci porterà da qualche parte. Dopo mezz’ora di auto identifico un posto adeguato. Da cosa lo identifico, vi chiederete voi? Dal fatto che se proseguo oltre, non mi basta la benzina per tornare e poi il fagotto tutto imbacuccato che dorme sul sedile dietro chi lo sente?!

Scatto per un’oretta con il terrore di trovarmi a tu per tu con il puma, ma mi sa che pure lui è sotto le coperte con la bolla al naso a quest’ora e con sto freddo. Intirizzito provo qualche scatto artistico, ma non appena anche lo spirito di Mc Curry si congela per il vento tagliente e gelido ne approfitto per svignarmela e tornare al calduccio della nostra casetta.

Uscita notturna = sveglia super tardi. La mattinata è però funestata da una terribile notizia. I corsi di carrovelismo (seconda ragione per cui siamo qui, oltre alle stelle) si tengono solo la sera dopo le 17, quando nella pampa si alza il vento. Morale a terra… la zuccona della Vale ci vuole tentare lo stesso, ma quasi i moscerini la tamponano… Facciamo qualche scatto artistico nel parco del Leoncito, ma niente… Ci sembra che tutti questi chilometri fatti siano stati inutili. No carrovelismo, no party… Poi però rileggi queste pagine, riguardi le foto che hai fatto, te la ghigni pensando a questa avventura nel nulla, dove ci siamo solo noi, guardi la Vale che ramazza con un ramo il suolo, ripensi alle emozioni che hai provato, respiri la brezzolina mattutina seduto al centro della pampa arida, ti rotoli sul terreno compatto alle prese con l’ennesimo autoscatto (e ti accorgi di essere zozzo da far schifo) e tutto riprende di colpo senso.

Ho detto brezzolina? “Corri a prendere il carrovela che forse a 10 chilometri all’ora ci arriviamo!” Convinco la Vale che rischieremmo di essere tamponati dai guanachi a quella velocità e che, essendo specie protetta, l’assicurazione non pagherebbe… Quindi scatta la follia. Mi guarda ed esclama: “l’Aconcagua è in questa zona, vero?”… se per “zona” intendiamo “continente” allora sì… ma per vederlo dovremmo fare una “piccola” deviazione di 200 chilometri, salire a 4.000 metri con la Chevrolet col fondo limato, passare 20 posti di blocco, superare 720 tir che arrancano in salita… naaaa… follia Insomma, com’è che siamo arrivati su questa collinetta, con 10°, la bombola di ossigeno, il cavalletto sghembo, a farci un autoscatto con l’imponente Cerro Aconcagua che ci fa l’occhiolino dai suoi 6.000 metri? Per la descrizione del paesaggio lascio a Vale il compito, che io ero impegnato a recitare il rosario a san Espedito per arrivare in aeroporto in tempo questa sera.

Perla del giorno:

Vale alle prese con l’universo del Kindle, scarica un libro di prova a caso… “Tecniche di memorizzazione”. Gratuito per sette giorni. Parte la corsa contro il tempo per leggerselo tutto (e qui forse sarebbe stato meglio un corso di lettura rapida). Arrivata al capitolo 10 in mezz’ora, parte lo sclero perché: “non capisco!”. Io 10 capitoli in mezz’ora non li faccio neanche guardando solo le illustrazioni!

Poi ecco che si illumina! Ha trovato una tecnica fichissima e me la legge: “… bla-bla-bla… la tecnica dei loci… bla-bla-bla… sviluppata da Cicerone… bla-bla-bla…”

Interessante… Le chiedo: “pensi possa funzionare?”

E lei: “Certo! Se l’ha sviluppata Aristotele…”

😑

Annamo bene…

(riporto di seguito fotografia di esercizio mnemonico per ricordare il pin del bancomat)

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giuliana Gambino ha detto:

    Sto sognando quelle meravigliose stelle. Buon viaggio ragazzi, siete meravigliosi compagni di viaggio anche per chi vi legge 🙂

  2. la Vale ha detto:

    Grazie Giuly, la mente, gli occhi e il cuore si stanno ricaricando per quello che vediamo e sentiamo…
    Non avevo visto l’ultima frase con il mio pizzino chiarissimo…Paolo non me ne lascia passare una. 😂

  3. ros ha detto:

    vale mi prenoto per gli esercizi mnemonici….sono stufa di figuracce al super sbagliando il pin del bancomat…non voglio più sembrare una ladra!!!

    1. la Vale ha detto:

      Ehmmm… devo guardare ancora il foglietto pure io! Ma almeno mi ricordo dove l’ho messo! 😏

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