RTW day 26: relax ad Hanga Roa e buone notizie!

Questa mattina, richiamati dal suono di tamburi, chitarre e da canti allegri, entriamo nella chiesa della comunità cattolica dell’isola di Pasqua. Non mettiamo piede in una chiesa da secoli, se non per il battesimo dei nostri mitici figliocci. Entriamo nell’Iglesia Hanga Roa, un po’ in punta di piedi, anche sperando che un fulmine non ci colpisca all’ingresso…

Ci accorgiamo che il rito è molto simile al nostro, ma la tradizione locale, fortunatamente, è stata mantenuta utilizzando anche ciò che l’isola dona naturalmente: l’acqua santiera è una grossa conchiglia e le statue sono state scolpite con il legno locale e decorate con piume.

Partono i cori in lingua Rapa Nui e i fedeli si esaltano con canzoni piuttosto ritmate, le donne si agitano con le loro corone di fiori in testa, mantre gli uomini indossano camicie dai fiorelloni sgargianti… non riesco a tenere fermi i piedi!

Il sacerdote ha un sorriso amichevole, porta un copricapo di piume bianche e intorno al collo una collana di bougainville fucsia, la sua tunica è molto semplice e sulla stola i simboli religiosi sono decorati con delle piccole conchiglie dell’isola.

Ci facciamo coinvolgere dall’atmosfera e restiamo lì fino alla fine! Prima di uscire notiamo il progetto per la costruzione della nuova chiesa: la pianta ha la forma di una tartaruga marina, tutta in legno, e il tetto sarà costruito in modo tale da poter raccogliere l’acqua piovana, direi geniale!

Girovaghiamo un po’ per le viuzze di Hanga Roa, l’unico centro abitato dell’Isola.

I moai più “famosi” si trovano dall’altra parte dell’isola, invece noi, come sempre controcorrente, ritorniamo dal gruppetto di moai del primo giorno, totalmente sgombri da turisti. Ci stendiamo sul prato e ci godiamo un po’ di relax con una vista mozzafiato, protetti dai nostri amici giganti!

Scorgo però due figure note: il nonnetto con la macchina fotografica e la moglie con il cappello giallo sgargiante… osservo la scena divertita perché so già come andrà a finire…

Lei cammina qualche passo più avanti e lui dietro, ad un certo punto il nonno si infila in una grotta senza dire nulla. Lei si gira e non lo trova più, inizia a tirare giù i santi, quand’ecco che il marito ricompare con fare da Indiana Jones.

La moglie borbotta e gli dice che sparisce sempre, lui le risponde che gliel’aveva detto (mentendo). Scena già vista…Paolo siamo troppo noi tra 40 anni!

Domani, se li ribecchiamo, li voglio conoscere!!

Oggi abbiamo avuto la conferma che il progetto di volontariato “diamoci una mano prendendoci per mano”, presso la Casa Nph in Honduras si farà. Qualche giorno prima staremo in Perù, sempre con la stessa associazione, dove avremo anche l’occasione di conoscere la nostra piccola figlioccia e di passare del tempo con lei. Siamo emozionantissimi! Festeggiamo la bella notizia con una cena alla Kaleta, con vista sull’oceano Pacifico!

Nph Italia Onlus ci ha autorizzato a sponsorizzare alcuni progetti sul nostro blog così da poter aiutare l’associazione nella raccolta di fondi per i bambini della casa. Le donazioni serviranno per i seguenti progetti:

  • un paio di scarpe: 20 euro
  • materiale scolastico: 25 euro
  • adozione di un bambino a distanza: 312 euro l’anno

Bonifico sul conto intestato alla Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus

Iban: IT 39 G 03062 34210000000760000

Ulteriori informazioni sul sito dell’associazione.

#fondazionefrancescarava

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