RTW day 47: i colori del mercato di Pisac

Rientrato (ma solo temporaneamente) l’allarme cagotto! Come da piano alle 6:15 Ermo ci recupera e alle 7:30 ci sgancia all’inizio di un sentiero, bofonchiando qualcosa in spagnolo, ma è troppo presto per capire tutto… arriba… bajo… derecha… izquierda…

Lui rimane all’auto e noi iniziamo a camminare; dopo 20 minuti ci troviamo di fronte un bivio: sinistra si scende e destra si sale. Cosa aveva detto Ermo? booooh… Voglia di salire zero, le gambe ci fanno ancora male e il fiatone da alta quota è sempre presente, quindi andiamo a sinistra. Girovaghiamo poco convinti per le rovine di Pisac, rispetto a quanto visto nei giorni scorsi non ci sembra un granché, così torniamo all’auto e vediamo Ermo sbracciarsi! Ha gli occhi a fessura, ma la vista di un falco, si è accorto che non siamo saliti oltre e ci urla: “Paolocaxxo! Sta sempre a giogà co sti miominipony! Dovevate girare a destra e salire!” Ci dice che ci siamo persi un posto bellissimo, quasi quanto il Machu Picchu… Gli crediamo sulla fiducia questa volta, voglia di tornare indietro proprio zero!

Ci porta nella parte alta delle rovine di Pisac, dove si trova il cimitero Inca più grande del Perù. Vediamo dei buchi nel fianco della montagna, le cui pareti sono ripidissime, stentiamo a credere che qualcuno possa fisicamente arrivare fin là, arrampicarsi per posizionare dei teschi, ora ancora conservati nelle cavità.

Sono impressionanti, anche se lo stupore lascia posto a dei movimenti di panza sospetti, così ci appostiamo come condor nei pressi del baño, quando la situazione si stabilizza per un momento ritorniamo da Ermo.

La nostra guida vorrebbe mostrarci un mondo di cose, ma viste le nostre condizioni patteggiamo per una breve visita al mercato di Pisac e poi via via verso l’ostello a Cusco, abbiamo decisamente bisogno di riposare.

Io mi siedo sui gradini della chiesa, invece il mercato fa ritrovare le forze alla Vale, i posti caratteristici e per nulla turistici la fanno impazzire! Qui si respira la tradizione locale, è un luogo d’incontri e di chiacchiere, un luogo colorato, sia per i tessuti dei prodotti tradizionali venduti, sia per la gente che arriva da lontano a scambiare la propria merce.

Si vedono donne dalle larghe gonne, con corpetti decorati di bottoni e con fagotti legati sulla schiena contenenti i loro bimbi.

Al centro della piazza di Pisac si può ammirare il pisonay, un enorme e magnifico albero endemico, uno dei pochi sopravvissuti alla soppressione delle specie autoctone a favore di altre straniere.

Ci compriamo un po’ di mele, banane e limoni. Poi riprometto a me stesso (per la trecentesima volta ormai): questa sera pollo… Questa volta lo dico e lo faccio! Pollo, patate e riso fino a maggio!!!

Per cena vado a caccia di una polleria! È a pochi passi dal nostro ostello… Entro e mi trovo davanti un orco di 2 m e 30 con uno spiedo in mano che mi fissa senza dire una parola. Bofonchio che voglio mezzo pollo (la Vale ha fatto sedute multiple sul trono, figurati se mangia qualcosa). L’omone con un solo gesto strappa in due un pollo e me lo mette in una vaschetta con delle patatine fritte… Sto per andarmene, quando l’orco alza la mano. Penso: mo mi tira una manata che mi ribalta! Capisco invece che vuole che aspetti, ma nel frattempo mi sono cacato addosso (per la paura questa volta). Prende un mestolo e aggiunge nella vaschetta un altro mezzo chilo di patate fritte… Forse mi vede deperito, pago e rientro velocemente alla base.

La Vale è sveglia o viene svegliata dal profumo di pollo che riempie la stanza, fatto sta che le do un pezzettino mosso da compassione… Poi un altro… e un altro ancora! Ma non doveva essere a dieta in bianco? Mi ritrovo con la pelle del pollo e le patatine stra-unte… mi guarda e ha pure il coraggio di aggiungere: “oh, non mangiarle mica, che non fanno bene col cagotto!”

Adesso capisco cosa prova il condor quando si riempie il gozzo di 5 kg di carne e il condorino se la pappa tutta… io dall’orco non torno! Piuttosto mi mangio i cracker al cartone che abbiamo comprato al super… mmh, che bontà!

Domani si torna a Lima e tra pochi giorni conosceremo la nostra figlioccia, non ci sarà cagotto che ci fermerà!

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