RTW day 51: l’incontro – N.P.H. Perú – Cañete

Di buon’ora andiamo con la coordinatrice alla casa dei più piccolini, alcuni sono seduti sul bus per raggiungere la scuola, tra cui la nostra figlioccia, altri rimangono nella casetta. Salutiamo i bimbi sul bus e loro non smettono di farci “ciao-ciao” con la mano finché non scompariamo dalla loro vista.

Appena mettiamo piede in casa si scatena il delirio: escono tutti i giardino per farci vedere il presepe e, a turno, iniziano a chiederci come ci chiamiamo e da dove vediamo.

Pian piano rientrano tutti in casa, ci sediamo con loro sul divano… o meglio, noi sul divano e loro tutti si di noi! Sono davvero teneri e ognuno ci dice da che paese provengono i loro padrini e le loro madrine: chi dall’Italia come noi, chi dalla Nuova Zelanda, chi dall’Australia, ecc…

Passiamo qualche ora lì, poi ci riuniamo con tutto lo staff per il pranzo di Natale e ci spiegano l’esistenza di un gioco che si chiama “l’amico segreto”: ciascuno pesca un nome e fa un regalo a quella persona, ovviamente il nome rimarrà segreto fino al pranzo natalizio quando si scambieranno i doni, al coro di “que lo abra, que lo abra“.

Al termine del pranzo la direttrice regala un cesto di cibo a tutti, alla fine sentiamo anche il nostro nome: due pacchetti di dolci e caramelle! Un pensiero davvero carino, non ce lo aspettavamo proprio!

Abbiamo un’oretta di relax, io sono emozionata e in trepidante attesa di vedere la nostra piccola figlioccia, ho un po’ di timore allo stesso tempo… nell’attesa, decido di finire un libro, che, come spesso accade, mi dà il consiglio migliore al momento giusto. Non smettere mai di scoccare la freccia se l’unica cosa che ti paralizza è la paura di sbagliare. Se i movimenti che hai fatto sono corretti, apri la tua mano e lascia la corda. In un dato momento la tua mano dovrà aprirsi e lasciare che la tua intenzione segua il proprio destino. Ogni freccia lascia un ricordo nel tuo cuore. Paulo Coelho – “il cammino dell’arco”.

Grazie Barbara per questo regalo, anche a distanza hai saputo infondermi coraggio!

Nel pomeriggio raggiungiamo di nuovo la casa dei piccoli e finalmente conosciamo la nostra figlioccia, per lei sarà una sorpresa, non le avevano detto del nostro arrivo. Mentre tutti ci saltano addosso e si arrampicano a noi come scimmiette, lei rimane un po’ distaccata ed incredula, dicendo: “son mi padrino y mi madrina”; gli altri si allontanano per un attimo. Ci abbracciamo con delicatezza, quasi per paura di sgualcirci! Un po’ impacciati, appoggiamo un dito alla volta su di lei per stringerla a noi piano piano, lei fai un lungo sospiro e un grande sorriso. E’ cresciuta tanto dall’ultima foto! Questa scena me la ricordo ovattata e a rallentatore, ma nella realtà non so se sia andata così. Credo non dimenticheremo mai questo momento!

Ci mettiamo sul divano, lei in mezzo a noi… tutti gli altri bimbi addosso! Notano che abbiamo due braccialetti simili, regalo pre-partenza di Nicoletta. Spieghiamo loro che ognuno di noi ha al polso il nome dell’altro inciso, così passano le loro ditina sul mio e dicono “P-a-u-l-o”, poi le passano su quello di Paolo e scandiscono: “B-a-l-e-n-t-i-n-a”, e così fanno un po’ tutti.

Nel pomeriggio c’è “la cioccolatara”, una festicciola prenatalizia anche per loro con musiche, balli e dolci offerti da una donazione locale. La nostra figlioccia riceve dei wafer e del torrone, li apre e divide tutto in tre parti uguali per condividerli con noi. Qui l’emozione raggiunge l’apice e mi commuovo (cercando senza successo di non farmi vedere). Poi riceve un lecca-lecca (qui lo chiamano ciupitin) blu che le colora la lingua, le facciamo una foto per farglielo vedere ed è gasata e fiera della sua bocca colorata. Poi consegna due caramelle a Paolo e due a me, specificando che una è per questa sera e una per domani.

La cena la facciamo con loro, anche noi siamo seduti sulle loro stesse sedie, guardo Paolo e non riesco a trattenere le risate! Un gigante su un seggiolino da puffo. Appena prendiamo posto, c’è un movimento di sedie e sgabelli per correre vicino al noi, in un attimo ci troviamo tutti vicini vicini.

Ognuno ha il proprio piatto di minestra con le patate, la bambina vicino alla nostra figlioccia le chiede una patata e lei gliela dà… la sua sorellina le chiede un po’ di brodo e lei glielo travasa nel piatto, la guardo e spero che non perda mai questo animo gentile e altruista, crescendo. Il mondo ha bisogno di persone che aiutano i più deboli o chi è in difficoltà senza chiedere nulla in cambio.

Cena finita e preghiera di ringraziamento, è il turno della nostra figlioccia, che davanti a tutti cazzia Paolo perché non fa correttamente il segno della croce: “Padrino!!!“, così glielo fa rifare. Anni di scuole con i preti per niente!

Doccia per tutti e nanna, alcuni bimbi ci hanno già trovato la sistemazione per la notte nella loro casa e si sono ingegnati per i posti più assurdi: c’è chi ci vuole cedere il suo lettino, chi ci farebbe dormire con le tias, chi sul divano, chi insieme a loro. Gli spieghiamo che noi abbiamo l’alloggio dei visitantes all’interno del campus, non sono tanto convinti ma accettano, cercando di donarci il loro unico peluche per la notte. Inutile dire quanto il nostro cuore vada all’impazzata! Diamo la buona notte ai maschietti che sono già pronti, ma un bimbo guarda Paolo e dice: “¿tio qué tienes?” – Aveva una caccola spatarrata sul braccio!

La nostra figlioccia è in doccia, così diciamo ad un bimbo di darle la buona notte da parte nostra… lei sbuca solo con la testa dalla porta del bagno e sorridendo, con aria furbetta, esclama: “tio Paulo y tia Balentina buenas noches!

Sono le 20.30 e siamo in stanza, ci sembra mezzanotte ma siamo felici!

Chiudiamo questo post con un’altra frase de “il Piccolo Principe” che rappresenta la giornata di oggi, come faremo con quelli che seguiranno.

Per saperne di più sulla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, sulla casa di N.P.H. Peru e per sostenere i suoi progetti:

https://www.nph-italia.org/cosafacciamo/casenph/9/peru/

Con 26 euro al mese è possibile cambiare la vita di un bambino accolto nelle case N.P.H. Per saperne di più sulle adozioni a distanza potete scrivere a padrini@nph-italia.org

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Carla ha detto:

    Nessun commento.
    Posso solo dirvi che mi sono commossa ❤

    1. la Vale ha detto:

      😍
      io anche mentre lo scrivevo!.. e tutte le volte che ci ripenso o ne parlo.

  2. Roberta ha detto:

    Stupendooooo…❤️

    1. la Vale ha detto:

      😘

  3. Nicoletta Metta ha detto:

    Ho solo un commento a questo post….😍😍😍😍😍 Leggervi mi riempie il cuore di gioia! Un abbraccio. Sono fiera che le mie “fedi alternative” abbiano avuto questo successo!!😂😂

    1. la Vale ha detto:

      Che carina!! Si Nico, un grande successo!!

  4. Elena Bellingeri ha detto:

    Emozione…

    Vi leggo sempre, un abbraccio!

    1. la Vale ha detto:

      ❤️ Grazie cara! Bacioni!!

    2. la Vale ha detto:

      Grazie cara! ❤️❤️

  5. ROS ha detto:

    Il mondo ha bisogno di persone che aiutano i più deboli o chi è in difficoltà senza chiedere nulla in cambio…..il mondo ha voi ed è un mondo fortunato!

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