RTW day 52: stelle e brillantini – N.P.H. Perú – Cañete

Appuntamento fisso alle 7:00 per la colazione nella casa dei bimbi più piccoli. C’è sempre uno scambio di cibi e cucchiai che ogni tanto magicamente spuntano nel mio piatto.

Oggi i bimbi non vanno a scuola perché è sabato, così ce li spupazziamo tutta la mattina, intanto la coordinatrice mette in tv Peppa Pig a Natale. Chiediamo alle tias se hanno bisogno di aiuto in casa, loro ci rispondono: “state con loro e fateli giocare!!”… fanno un lavoro davvero onorevole, 5 giorni di fila (notti comprese) con i bimbi devono essere molto stancanti, le ammiro molto! Ci mettiamo sul divano e li abbiamo tutti addosso, ogni minimo spazio è occupato, non abbiamo un braccio o una gamba liberi, ma ci fanno tanta tenerezza che non si può dirgli di no. Qui si sentono abbracci veri, è come se sapessero che sono contati e quindi non sono sfuggenti o di cortesia, ma sono intensi, infiniti, perché non sai se domani li riceverai ancora.

Tutta la casa N.P.H. è in fermento… Natale è in arrivo e fervono i preparativi. Il clou qui è la sera del 24, dove tutti si ritroveranno nel comedor comune per la cena di Natale e lo scambio dei regali. Ma mancano ancora 48 ore al gran giorno, ci viviamo appieno la quotidianità del campo e nel pomeriggio prepariamo insieme alle altre tias la sala per la festa di Natale: tagliamo stelle dorate, gonfiamo palloncini e addobbiamo le tavolate.

Dopo un po’ di rodaggio in cui ci incolliamo il sedere alla panca, iniziamo a carburare e, in men che non si dica, sforniamo stelline a tutta birra. Poi passiamo alle decorazioni brillantinate. Paolo sceglie il colore verde e nel giro di 10 minuti ci sono brillantini ovunque, colate laviche verdi in ogni angolo della sala. Il ragazzo si è fatto prendere un po’ la mano, lui stesso ha talmente tanti brillantini addosso da sembrare una ballerina del carnevale di Rio, gli manca solo qualche penna in testa! Ferito nell’orgoglio, inizia a gonfiare una serie infinita di palloncini, tutti a fiato (nonostante ci sia la pompetta) e per poco non gli parte un embolo. Il milanese imbruttito prende possesso di noi: uniamo i palloncini a gruppi di quattro, alla velocità della luce, con un ritmo da catena di montaggio super ottimizzata. Tutti ridono e non capiscono la nostra fretta, in fondo il bello è anche godersi questo momento. Ci rendiamo conto di quanto siamo buffi ai loro occhi e tiriamo il freno a mano, così smontiamo la catena di montaggio… in fondo mancano ancora un sacco di giorni a Natale!

La sera usciamo con le ragazze adolescenti e la loro tia per un gelato in Plaza de Armas, le guardiamo con un briciolo di gola mentre mangiano il gelato (cibo proibito per noi dall’ultimo editto salvapancia che abbiamo sottoscritto). Passeggiamo insieme, tra di loro c’è anche la sorella più grande della nostra figlioccia e la sua migliore amica. Ascoltiamo le loro storie, i loro sogni, i loro luoghi preferiti. Chi è innamorata della Corea, chi dell’India, chi semplicemente si ricorda della città peruviana in cui è nata, nella quale vorrebbe tornare un giorno. Tutte sono affascinate dal presepe animato che si trova nella piazzetta, forse perché è una tenerissima scusa per rimanere lì abbracciati e ipnotizzati dai movimenti ciclici delle statuine, dimenticando tutto quanto c’è attorno.

Torniamo alla casa N.P.H. per la cena e mentre le aiutiamo a pulire i piatti, due di loro mi regalano un braccialetto di perline e iniziano le grandi manovre per attaccarlo al mio polso minuto. Nel frattempo tutto l’onere del lavaggio passa a Paolo, che bofonchia riguardo ad una congiura femminista, ma, capendo la tenerezza del momento, ci lascia fare. Poi le ragazze spariscono per un attimo e tornano con una graziosa collanina per l’orso bergamasco, che si scioglie e gli vengono gli occhioni a cuoricino. Terminiamo le faccende ed è tempo di rientrare alla nostra casetta, nessuno ci vuole lasciare andare, così facciamo qualche autoscatto buffo per rendere meno triste questa buona notte e, tra le risate, ci salutiamo.

Sdraiati sul letto, rimiriamo i nostri regali e siamo sommersi da tutto questo, forse per alcuni non sarà niente, ma per noi è veramente tutto!

Per saperne di più sulla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, sulla casa di N.P.H. Peru e per sostenere i suoi progetti:

https://www.nph-italia.org/cosafacciamo/casenph/9/peru/

Con 26 euro al mese è possibile cambiare la vita di un bambino accolto nelle case N.P.H. Per saperne di più sulle adozioni a distanza potete scrivere a padrini@nph-italia.org

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