RTW day 61: giochi senza frontiere in N.P.H. Honduras

Oggi nella casa N.P.H. si svolgono le Olimpiadi a cui parteciperanno tutti, nuovi arrivati compresi! Ore 8:00 tutti pronti… ehm, ci siamo solo noi 7. Cambio di programma improvviso: i giochi iniziano alle 9:00, così all’unanimità decidiamo di bissare la colazione.

È ora, siamo carichi e noi italiani veniamo divisi nelle varie squadre composte da tias, tios e bimbi di ogni età. Le regole sono poche, ma molto chiare:

  • rispetto reciproco
  • giocare con onestà
  • non lasciare indietro nessuno della squadra.

Io sono nella squadra numero 7 e i bimbi insistono affinché anche io abbia il numero scritto sul braccio; la tia provvede subito, ma la penna non scrive, così in men che non si dica mi trovo il numero sette direttamente inciso sulla pelle con la punta della bic. Ogni squadra deve avere un motto, il nostro, inventato sul momento, è: “campanas suenan las ganas, campanas suenan las ganas, equipo siete sempre gana! Uuuuuuh!!!”. Queste Olimpiadi sono una sorta di caccia al tesoro mista a giochi senza frontiere mista a Pechino Express. Al termine di ogni prova superata ci viene consegnata l’indicazione sul luogo dove si terrà la prova seguente e così via. Per noi fan sfegatati di questo tipo di competizioni è uno spasso, anche qui il denominatore comune è essere sempre zuppi!

Prima prova: acquazzone! Dobbiamo fare uscire una pallina di plastica da un tubo pieno di fori con il solo aiuto dell’acqua. Tutti, dai più piccoli ai più grandi, chiudono i buchi con le dita, mentre i più veloci della squadra riempiono secchi, bicchieri e caraffe d’acqua. Inutile sottolineare che alla prima secchiata d’acqua eravamo già tutti fradici. Mira zero e pallina sempre nel tubo. Oggi fa caldo quindi nessuno si lamenta… urliamo e ridiamo come matti… Molteplici secchiate dopo, finalmente riusciamo a liberare la pallina! Mi sa che in questa prova abbiamo superato il tempo massimo, così via di corsa cantando il nostro motto verso la prossima stazione, grondanti di acqua! I bimbi hanno tutti ciabatte o infradito ai piedi, mi chiedo come facciano a correre così agilmente… io con le scarpe da camminata quasi mi capicollo ad ogni buca che incontro!

Seconda prova: ostacoli e fango! Appena arriviamo alla postazione, viene versato un barile di acqua su delle zolle di terra smosse, che subito si trasformano in fango… qualcosa mi suggerisce che sto per zozzarmi. Vedo i bimbi gasati e io sono più gasata di loro, quindi mi butto in tutti i giochi con la loro stessa gioia. Appesi ad una corda dobbiamo superare la pozza di fango. I più piccoli si attaccano a me e alla tia, quindi l’opzione Tarzan è scartata in partenza… attraversiamo le sabbie mobili a piedi con loro a farci da zavorra. Le ciabattine vengono immediatamente risucchiate così io e la tia ci immergiamo per recuperarle. Procediamo e vinciamo le nostre incertezze davanti ad ogni ostacolo grazie alla mitica tia che incita tutti a non demordere e soprattutto a correre! Attraversiamo slalom e salite, il tio Rambo prende in braccio uno dei bimbi con una facilità inaudita.

Sgambettiamo come matti in cima ad una collina; sotto di noi c’è uno scivolo insaponato fatto di sacchi di plastica che dovrebbe finire con un materasso, ma che in realtà attraversa prima un’altra pozza di fango. Nessuna esitazione, qui bisogna dare il buon esempio! Giù senza guardare! Mi arriva un getto di acqua gelida e mi immortalano nel momento in cui ho l’espressione del terrore sul viso! Questa foto mi fa morire dal ridere…

Per la tia niente acqua e, quasi a fatica, scivola sui teli… io invece avevo preso velocità e se non ci fosse stato il materasso sarei fischiata giù dalla montagna!

La più piccolina del gruppo al termine dello scivolo mi guarda sconcertata per quanto gronda d’acqua, esclama: “mirame!” Scoppiamo a ridere, siamo entrambe bagnate, piene di terra e di foglie! Lei continua: “tia Balentina, mirame!” Ha in mano una pezzetta di tela, la sua copertina di Linus, completamente zuppa. Gliela strizzo ed esce acqua nera… lei è un po’ dispiaciuta, ma la tranquillizzo che non è niente e che tornerà pulita.

La prendo in braccio e sorride di nuovo. Si riparte! Siamo lerce ma non smettiamo di ridere…

Terza prova: rotolamento selvaggio! Siamo tutti sdraiati (ovviamente su una zona di prato opportunamente allagata) e dobbiamo rotolare uno sull’altro fino ad arrivare alla fine del percorso. Anche la pancia, che era l’unico quadrato rimasto asciutto, ora è inzuppata per bene! Per fortuna io sono in mezzo al tio Rambo e ad un ragazzo ben piazzato, qundi fanno spessore e i rotolamenti quasi non mi sfiorano. In questa gara siamo dei draghi!

Paolo oggi fa il reporter e gira tra una postazione e l’altra. Immortala la nostra compagna di avventure Federica che in questo gioco si muove agile come un gatto!

Quarta prova: ragnatela e mattoni della suerte! Creiamo una ragnatela di corde e solleviamo il più leggero del gruppo, portandolo attraverso un percorso arzigogolato. Al termine abbiamo di fronte 10 mattoni, ne possiamo sollevare solo uno alla volta e ci dirà se possiamo continuare o dobbiamo rifare tutto il percorso. Per ben tre volte prendiamo il mattone della sfiga, così ripetiamo tutto dall’inizio! Proviamo anche a corrompere i giudici con lo sguardo del gatto di Shrek e facendo leva sul “povero pequeño“, ma niente da fare, sono inflessibili! Alla fine scoviamo il lascia passare per la prossima prova!

Quinta prova: percorso di guerra in tempo di pace! Ponte in legno, slalom, palo, canestro, corsa e chi più ne ha più ne metta. Per fortuna bastavano solo 3 volontari per arrampicarsi sul palo altrimenti io ero ancora là a cercare di fare l’uomo ragno nel cuore della notte.

Sesta prova: il lago! Arriviamo davanti ad un laghetto artificiale. I bimbi scoppiano di energia, io temo che qui avrò il colpo di grazia. Dobbiamo costruire una zattera con legni e taniche vuote, arrivare dall’altro lato del laghetto caricando almeno 4 persone e tornare indietro. La nostra zattera perdeva pezzi ad ogni metro, ma grazie al tio, il nostro Rambo, riusciamo a fare avanti e indietro prima che affondi tutto.

Settima prova: karaoke! Di corsa raggiungiamo Casa Eva dove, davanti ad una giuria d’eccezione formata dai nonni della casa, dobbiamo cantare le canzoni popolari honduregne. Ma sono stonata come una campana! Entro in modalità playback e muovo la bocca come un pesce spiaggiato, non voglio rompere le finestre della casa che poi i nonnini mi si ammalano! Scatta l’applauso finale, indice che la prova è superata! Via di nuovo!

Ottava prova: bacinelle ed equilibrismi! Ho la lingua a terra e penso che la finale di Pechino Express in confronto è una passeggiata, ma mi sto divertendo un sacco… ora siamo di nuovo sdraiati a terra in gruppi di quattro e con i piedi per aria dobbiamo sorreggere per 4 minuti una bacinella colma d’acqua. Cascasse il mondo ma quella bacinella non cascherà… ecco, dopo 15 secondi la ragazza di fronte a me cede, così resto sola a sorreggere questo lato… lei mi incita a non mollare! Siamo rimaste in tre a fare le equilibriste, tutte donne… ecco a cosa serve tutta la palestra fatta prima di partire! Le gambe vanno a fuoco, ma riusciamo a reggere fino alla fine, per questa volta riusciamo a rimanere incredibilmente asciutti… Anche questa è fatta!

Nona prova: ponte sospeso di barre di ferro! Tre bimbi devono camminare su un ponte costruito con delle barre, ma sorretto da noi grandi… sono piccoletti ma belli stagni questi bimbetti!

Corriamo per tagliare il traguardo finale e siamo la seconda squadra ad arrivare. Però non è ancore detta l’ultima parola, dobbiamo aspettare che i giudici sommino anche i punteggi di tutte le prove e valutino la correttezza e il gioco di squadra durante le gare. Mentre aspettiamo, ci rifocilliamo con una pasta al sugo, facciamo conoscenza con i ragazzi e bimbi delle altre squadre. Finalmente il verdetto! Terzi! Medaglia di bronzo e nessun premio in palio, ma ci portiamo a casa tanto divertimento… è una giornata fuori dagli schemi, dove tutti siamo tornati bimbi!

Ci guardiamo tutti e Vittoria è la più conciata, sembra abbia fatto i fanghi vestita!

Vi presentiamo lo squadrone dei volontari…

La dolce Milena…

L’energica Federica…

Il giocherellone Roberto (in arte Bob)…

La nostra mitica coordinatrice Rachele

La solare Vittoria e donna dai grandi abbracci…

Il fotografo della giornata, Paolo…

Ed io…

A completare il team manca Simone, che arriverà tra un paio di giorni.

Torniamo tutti alla nostra casetta conciati da buttar via, pieni di fango, bagnati, ammaccati, ma con il sorriso stampato in fronte.

Grandi lavaggi e docce, in vista della notte di capodanno di questa sera.

Alla mezzanotte italiana non possiamo non fare un brindisi, ciascuno di noi si augura qualcosa di importante per il nuovo anno, ma siamo tutti qui e adesso, siamo felici di festeggiarlo in un modo insolito con un gruppo di avventurieri come noi!

Mangiamo con tutta la casa N.P.H. in un grande salone, con la musica in sottofondo e circondati da bimbi che saltellano…

Ci godiamo un cielo stellato a farci da coperta e il tepore di un grande falò, in attesa della mezzanotte honduregna.

Una bimba si avvicina e con fare deciso mi dice: “tia, ti ho cercato tutto il pomeriggio!!!”, si accoccola tra e me Paolo, ci chiede di tenerle la mano e tutti e tre davanti al fuoco attendiamo lo scoccare del primo dell’anno. Poi guarda Paolo e decide che la sua acconciatura non è da ultimo dell’anno così, prende un po’di acqua e lo trasforma, prima, in un punkabbestia con la cresta e poi in un frate francescano con la frangetta spatarrata di lato. Ora è proprio un figo!

È mezzanotte e i fuochi d’artificio illuminano la notte. Un fantoccio che rappresenta l’anno vecchio viene bruciato e tutti, dai piccoli ai nonni di casa Eva, attentissimi in prima fila, brandiscono le loro stelline come fossero bacchette magiche, pronte per esaudire ogni desiderio. Guardando intorno, ci accorgiamo sempre più quanto tutti lavorino per rendere questo ambiente una grande famiglia e con semplici e piccole cose fanno divertire grandi e piccini e rendono questi momenti di unione pieni di gioia!

Anche noi ci abbracciamo stretti per augurarci un anno intenso, di cambiamento, di spensieratezza, di crescita, di amore vero.

Auguriamo a questi bimbi e ragazzi la serenità che meritano, nonostante il percorso per raggiungerla non sia facile, ma vediamo una grande energia determinazione in tutto lo staff di N.P.H. per rendere tutto questo possibile ed essere una grande famiglia!

Per saperne di più sulla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, sulla casa di N.P.H. Honduras e per sostenere i suoi progetti:

https://www.nph-italia.org/cosafacciamo/casenph/6/honduras/

Per i prossimi campus di volontariato organizzati dalla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus:

https://www.nph-italia.org/notizie/727/foto-e-racconti-dal-campus-di-volontariato-di-nata/

Con 26 euro al mese è possibile cambiare la vita di un bambino accolto nelle case N.P.H. Per saperne di più sulle adozioni a distanza potete scrivere a padrini@nph-italia.org

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. NINO ha detto:

    Un entusiasmante maniera di festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo. Per chi lo sente, credo vi siano pochi altri momenti di condivisione della felicità come quello in cui avete vissuto. Dare è anche questo. Buona continuazione e un grande abbraccio!!

    1. la Vale ha detto:

      Quello che chiedono questi bambini alla fine è la tua attenzione, gareggiare e divertirsi con loro senza paura di sporcarsi o bagnarsi è un modo meraviglioso per entrare in connessione con loro! Per loro bruciare il fantoccio del vecchio anno è davvero un modo per buttarsi alle spalle le cose negative e augurarsi che il nuovo anno sia come voltare pagina e dipingerla a colori! Grazie e un abbraccio!

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