RTW day 64-65: tra bimbi e mucche in missione – N.P.H. Honduras – Tegucigalpa

Giorno dopo giorno ruotiamo nelle varie postazioni di lavoro: io e Milena aiutiamo i baldi giovani Paolo e Roberto in cucina, mentre gli altri si dirigono verso la fattoria.

Milena e Roberto sbucciano platani a volontà e senza sosta, ma si riesce comunque a trovare il tempo per scherzare e ridere!

A me spetta tagliare il sedano e i chili, ovvero i peperoni, come li chiamano qui… dove i pepperoni invece sono i salamini piccanti e questo incrocio di termini ci darà qualche problemino sulla preparazione della pizza. Le cipolle sono tutte per Paolo, il quale ha appena finito di dire che questa tipologia honduregna non fa piangere… le ultime parole famose!

Verso le 10.30 io e Milena andiamo a sfornare tortillas, o almeno ci proviamo. Ci dicono che ne fanno 2.000 al giorno, ma alla ventisettesima che ci viene col buco capiamo che non fa per noi e lo intuiscono vagamente anche le cuoche, così io vengo relegata ad impilare ed insacchettare le tortillas che Milena cucina. Il mio compito è anche quello di camuffare le tortillas più brutte e nascondere quelle rotte sotto quelle venute meglio. La piastra funziona a legna ed emana un calore incredibile, la mia socia è rossissima in volto, così le chiedo se vuole il cambio, ma ferita nell’orgoglio di non essere riuscita a impastare le tortillas non vuole mollare la postazione! Tra un sorry e un desculpa per le nostre creazioni un po’ artistiche finiamo il nostro lavoro. Il giorno successivo, le nostre foto segnaletiche davanti alla tortilleria ci intimano di non entrare!

Nel frattempo in fattoria tutto procede alla grande, tanto che nel pomeriggio Federica, Simone, Milena e Vittoria ritornano per mungere le mucche e riescono a bere il loro latte a km zero, anzi a metro zero direi.

Scopriamo che la mucca 007 è tornata dalla sua missione segreta e tutti noi a chiederci quale minaccia avrà sventato!

Nel mentre Roberto si perde nel rancho e quasi dobbiamo chiamare la protezione civile per recuperarlo… è la macchietta del gruppo, ogni giorno ne combina una!

Torno alla casa dei volontari e vedo Paolo che si spalma della crema sui polpastrelli fluorescenti… lo lascio da solo un attimo in cucina e mi torna che sembra ET!

Morale della favola, il ragazzo ha disossato pollo fumante insieme alle cuoche della casa, il tutto condito dalle loro storie sulle rispettive suocere. Lui le ascolta e le consola, diventando il loro idolo, tanto che ad ogni pranzo il suo piatto è il più abbondante e le sciure lo chiamano anche per rifilargli un mandarino in più!

I pranzi e le cene si susseguono, la maggior parte all’aperto, nei pressi delle casette dei ragazzi. Si gioca, si ride e si corre (tanto) e le giornate passano una dopo l’altra. Con alcuni bimbi è nata un’alchimia particolare dal primo sguardo, come è accaduto a me, proprio il primo giorno alle Olimpiadi, con il più agitato della casa e da quel dì non mi ha mollato un secondo. Continua a dirmi: “tia, corriamo!”, ma abbiamo stretto un patto perché dopo un po’ che zampettiamo io inciampo nella mia lingua, quindi alterniamo una corsa ad un gioco più tranquillo e il metodo sembra funzionare!

Ci raccontano che tempo fa bisognava prendere una decisione importante: era previsto l’arrivo di 20 nuovi bambini, un bel numero che avrebbe avuto un impatto notevole sulle dinamiche della casa. Il direttore capì che la scelta avrebbe dovuto coinvolgere tutti, così convocò grandi e piccoli sugli spalti della Chiesa e li mise davanti alla realtà: accogliere 20 bambini avrebbe voluto dire mangiare la carne una volta al mese al posto che due, con ulteriori impatti sulla gestione. Tutti scelsero di accogliere a braccia aperte i nuovi arrivati, rinunciando ciascuno a qualcosa. Non credo che questa storia abbia bisogno di commenti, ma spiega come il bene comune abbia avuto la meglio sul benessere del singolo… ancora una volta penso alle dinamiche sociali nel nostro paese che in tempi di crisi tende a diventare chiuso, sospettoso ed impaurito invece di essere coeso, solidale e aperto.

Intanto al Rancho una notizia è già diventata di dominio pubblico: domani gli italiani cucineranno la pizza. L’eccitazione è alle stelle! Ognuno di noi ha una ricetta, chi data dal cugino, chi dall’amico, ma per andare sul sicuro Rachele recupera quella usata l’anno prima. Ormai è deciso, non sappiamo ancora come, ma cucineremo pizza per 400 persone. Chiediamo a Robert di recuperarci gli ingredienti così domani avremo tutto il necessario.

Il dopo cena lo passiamo praticamente sempre a casa Suyapa, dove ci sono i più piccoli. Ognuno di noi è chinato su di un lettino a ninnare i bimbi, le luci sono soffuse e accompagnano il sonno delle musiche rilassanti in sottofondo, riconosciamo tra queste la canzone “Stairway to Heaven” dei Led Zeppelin, in versione ninna-nanna… Queste tias non smettono mai di stupirmi. Leccanzoni, a volte, sembrano scegliere il momento più giusto (o più sbagliato) per farsi ascoltare, un estratto cita: A volte tutti i nostri pensieri sono dubbi e mi pongo delle domande… ci sono due percorsi che puoi intraprendere ora, ma a lungo andare c’è ancora tempo per cambiare la tua strada…

Su queste note, la simpatica ricciolina con gli occhioni grandi mi chiama vicino al suo lettino, ma non ha nessuna intenzione di addormentarsi. È stanca ma combatte con il sonno, non vuole sprecare minuti preziosi nel dormire… le provo tutte, le massaggio ai piedini, le accarezzo la testa, le tocco le mani, ma niente, si gira, mi guarda e sorride! Paolo ha già fatto addormentare il suo bimbo, così viene vicino a me, appoggia entrambe le mani sulla schiena della piccola e tempo 10 secondi è già nel mondo dei sogni. Ma come fa? Saranno le mani ustionate dal pollo che emanano calore, ma questo ragazzo ha doti che neanche David Copperfield si immagina. Scherzi a parte, Paolo è meraviglioso con i bimbi!

Ormai è tradizione finire con una frase del libro di Peter Pan: Solo chi sogna può volare!

Torniamo tutti al nostro alloggio e l’instancabile Simone ci delizia il palato con una pasta al sugo super!!

Per saperne di più sulla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, sulla casa di N.P.H. Honduras e per sostenere i suoi progetti:

https://www.nph-italia.org/cosafacciamo/casenph/6/honduras/

Per i prossimi campus di volontariato organizzati dalla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus:

https://www.nph-italia.org/notizie/727/foto-e-racconti-dal-campus-di-volontariato-di-nata/

Con 26 euro al mese è possibile cambiare la vita di un bambino accolto nelle case N.P.H. Per saperne di più sulle adozioni a distanza potete scrivere a padrini@nph-italia.org

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