RTW day 66: la pizza italiana (o quasi) – N.P.H. Honduras – Tegucigalpa

È arrivato il gran giorno e ancora non sappiamo quale ricetta usare per la pizza, perfetto partiamo benissimo!

Alla fine usiamo quella che Rachele ha sperimentato lo scorso anno e moltiplichiamo le dosi per tutto l’esercito di 350 persone:

  • 33,2 kg farina
  • 18 lt acqua
  • 787 gr sale
  • 262,5 gr lievito
  • 1 lt olio

Notare le porzioni calcolate al decimo di grammo… e poi per fare le dosi cosa abbiamo? Il badile! Ottimo!

Bisogna andare ad occhio, ma io, che in cucina se non ho la bilancia anche per pesare la pasta sono persa e il “quanto basta” nelle ricette mi manda al manicomio, lascio questo compito agli altri e mi unisco a Rachele e a Vittoria a lavare le 26 teglie.

Intanto il resto del gruppo inizia a fare le dosi e ad impastare 3 mega panetti da 15 kg ciascuno! Già iniziano a sorgere dei dubbi… l’acqua sembra troppa, l’impasto resta decisamente troppo molliccio… altra farina! Alla fine i panetti vengono tutti e tre diversi l’uno dall’altro… controllo qualità: non pervenuto!

I mega panetti passano lungo la catena di montaggio e vengono divisi in 26 pezzi e oliati infine lasciati a lievitare…

Ci accorgiamo che abbiamo quintali di cipolle e peperoni, ma del salame piccante non c’è traccia! In spagnolo il peperone si dice chili e il salame si dice pepperoni, quindi a causa di questo incrocio di termini ci troviamo con catini e catini di peperoni (cioè chili) da tagliare e di salame neanche l’ombra… Robert ci viene in soccorso ritornando in città per comprarlo.

Nel frattempo in cucina fervono i preparativi per il pranzo, oggi pasta al sugo, così aiutiamo le cuoche per la comida mentre la nostra pizza lievita per la prima volta.

Lasciamo lievitare l’impasto e andiamo a mangiare. Nel tornare alla nostra casetta incontriamo i bimbi che giocano in cortile e odiamo da lontano: “cargame, cargame“… vuoi non caricarne un paio sulle spalle?

La pausa è breve visto che nel pomeriggio abbiamo in programma di visitare la nuova clinica costruita all’interno del Rancho Santa Fe. Quindi prima stendiamo l’impasto nelle teglie in modo da fare la seconda lievitazione; anche qui si scontrano diverse scuole di pensiero: rioliare la superficie o infarinarla? Nessuna scuola di pensiero la spunta… ognuno procede secondo la propria filosofia.

Entrano in gioco anche i tagliatori seriali di cipolla, chili, pepperoni e formaggio, tutto il necessario per condire le pizze. Noi ci teniamo da parte una teglia rigorosamente Margherita. Va bene tutto ma il peperone e la cipolla sulla pizza sono un po’ estremi… anche i bimbi le vogliono così!

Break! Come da programma visitiamo la clinica nel pomeriggio. Ci accoglie Merlin, un chirurgo ortopedico che gestisce un piccolo staff medico. Anche lui è cresciuto nella casa, ci racconta la sua storia, toccante e ricca di speranza, di grande determinazione e di nuove opportunità che la vita ti presenta! All’interno del Rancho ha aperto da poco la clinica a cui hanno accesso anche persone provenienti dall’esterno, dando la priorità a coloro che non possono permettersi un’operazione negli ospedali di Tegucicalpa. La clinica beneficia del supporto di chirurghi volontari americani che vengono qui periodicamente a dare una mano e nelle settimane in cui sono presenti operano 7 giorni su 7 e senza stop di orari. Lo stato non li sovvenziona, quindi protesi o medicine sono frutto di donazioni. La dedizione e la riconoscenza di questi ragazzi per la casa N.P.H., che ha permesso loro di crescere ed affermarsi, è notevole e degna di grande stima. Salutiamo e abbracciamo Merlin augurandogli buona fortuna! Un po’ di idee e di pensieri ci ronzano in testa per trovare il modo di aiutare anche la clinica.

Abbiamo la nostra piccola missione da concludere, quella di sfamare tutto il Rancho questa sera, quindi torniamo in cucina… altro scontro di filosofie: l’impasto ormai steso, va bucherellato con la forchetta? Ovviamente io e Paolo non siamo d’accordo, ma la forchetta del potere ce l’ha in mano lui e quindi parte come un indemoniato a sforacchiare tutto quello a cui si avvicina. Si parte con il condimento e Federica supervisiona gli angoli, giustamente ci fa notare che vanno farciti anche quelli perché altrimenti chi si becca il lato della crosta poi si mangia solo impasto, quindi fa un richiamino con il formaggio. Ma quante ne sa la ragazza?!

Sono le 18:00 ed è ora di infornare. Prima però Paolo ha il compito di mettere un filo di olio in superficie, ma ne mette mezzo litro in ogni teglia, sollevando i commenti delle donne del team, me compresa. Ma lo chef oggi è in modalità Spontini! Il grande forno è acceso e ben caldo, così in una decina di minuti rende i nostri impasti croccanti e il formaggio filante.

Le pizze sono pronte e ustionanti, Paolo ed una tia (che ha le mani di amianto) si immolano per trasportare le teglie in bilico su un carrellino. Ad ogni sobbalzo tremo, temendo che la mia dolce metà perda per sempre i polpastrelli, già compromessi dallo spolpamento polli nei giorni precedenti. Mi vedo già alla frontiera con gli Stati Uniti a far da testimone per spiegare perché non ha più le impronte digitali e a convincere i poliziotti che non lavora con il cartello del narcotraffico honduregno.

Ma alla fine il risultato ci premia: i ragazzi fanno il bis e il tris, qualcuno aggiunge anche del parmigiano sopra la pizza. Tutti sono soddisfatti.

La nostra margherita è lievitata di 4 centimetri da un lato e di uno dall’altro, ma a parte questo è morbida e saporita. Paolo e Rachele si beccano la parte più alta, farcita da me, Simone e Federica, facilmente riconoscibile perché la densità di mozzarella per centimetro cubico supera quella dei buchi neri. Danno quattro morsi e sono sazi, che manco avessero mangiato 4 hamburger… però è proprio buona… e Paolo sostiene solo perché è stata sforchettata a dovere! Mah… dubito…

Grandi pulizie e tutti a letto, stremati!!

Per saperne di più sulla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus, sulla casa di N.P.H. Honduras e per sostenere i suoi progetti:

https://www.nph-italia.org/cosafacciamo/casenph/6/honduras/

Per i prossimi campus di volontariato organizzati dalla Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus:

https://www.nph-italia.org/notizie/727/foto-e-racconti-dal-campus-di-volontariato-di-nata/

Con 26 euro al mese è possibile cambiare la vita di un bambino accolto nelle case N.P.H. Per saperne di più sulle adozioni a distanza potete scrivere a padrini@nph-italia.org

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Gabriele Spagnoli ha detto:

    Troppo bravi ragazzi 🙂

    1. la Vale ha detto:

      ✌🏼il dna italiano non mente! 😜

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