RTW day 82: compleanno con Don, il giardiniere eremita

Si parte, questa di oggi sarà una tappa poco scenica, in cui si macinano chilometri e chilometri, visto che ne dobbiamo fare più di 2.000 in 6 giorni, ma siamo carichi.

Tutti pronti? Pulsantini dei cassetti chiusi? Perfetto, ingrano la marcia e… la valigia della Vale viene a farci compagnia ai posti di guida alla prima frenata.

Sosta tecnica per riporre tutto al suo posto. Riproviamo a partire ma alla prima curva il vasetto di pomodori sott’olio tenta la fuga zompando dall’armadietto.

Vabbè ti perdono i pulsantini, anche la valigia mezza aperta e non ancorata a niente che alla prima frenata quasi mi trovo le tue mutande in testa, passi anche il barattolo dei pomodorini chiuso ad minchiam che si è aperto (per fortuna sulle tue ciabatte) e lasciamo perdere pure su chi abbia lasciato l’anta della dispensa aperta, che io vorrei l’ausilio del VAR (non sono mica tanto convinto di essere stato io), ma porca paletta, devi sempre aspettare che io abbia appena svuotato la scatola della vergogna per produrre concime? E com’è che da quando abbiamo il camper la naturaleza non va più di moda? Ho svuotato tutto ieri sera e questa mattina devo replicare. La tizia quando ci ha consegnato la baracca mi ha detto che andava pulita ogni 2 giorni, ma qui facciamo prima a fare una prolunga diretta con le fogne. La prossima volta che ti vedo con una cioccolata in mano ti abbatto con il sonnifero delle tigri! E per fortuna che non ho preso la pistolina delle zanzare…

Quindi sono di nuovo qui, in fila col camper per compiere l’ingrata missione: “svuotamento cassetta radioattiva”, ma non capisco perché tutti stiano in formazione “pensionati sul cantiere” a guardarsi i bagolini uno dell’altro… boh, forse c’è uno stile particolare che stanno imparando e si tramandano di generazione in generazione? Ovviamente sono tutti uomini… alla faccia della parità…

Oggi è il mio compleanno e la Vale si è alzata con una sola idea in testa: fare la spesa perché deve trovare le candeline e tutto il necessario per una cenetta con i fiocchi. In questo luogo sperduto troviamo incredibilmente un supermercato, ma le torte e i dolci pronti la ispirano veramente poco, così parte la caccia agli ingredienti sconosciuti. Prende frutta secca e frutta fresca in abbondanza. Arriva alla cassa e scopre che doveva scrivere il codice del prodotto sul sacchetto … ah cacchio, quindi come si fa? La cassiera per trovare il codice ha bisogno del nome della merce, così la guarda con il sacchetto delle mele in mano e le chiede come si chiamano. La Vale un po’ stranita pensa di essere in una candid camera, ma alla fine le risponde: “eh, mele”. Poi prende i fichi secchi e le fa la stessa domanda… e si va avanti così anche con le banane, le pesche, ecc… boh forse voleva testare la sua conoscenza dell’inglese…

Raggiungiamo la spiaggia di Kaiteriteri, ci godiamo un po’ di relax in riva all’oceano, se non fosse per un gabbiano sclerato che ci urla nelle orecchie come un ossesso! Per evitare che la Vale lo faccia arrosto come cena del mio compleanno, ci spostiamo in cerca di un camping. Sulla strada ci accorgiamo di essere in una zona rurale, dove i silos sono colorati a fantasia e la fiducia nel prossimo è alla base dei componenti, infatti troviamo verdura, frutta e uova vendute sul ciglio della strada, il cui pagamento avviene lasciando “semplicemente” delle monete in una cassettina. Per fortuna non dobbiamo mettere i soldi in una busta altrimenti eravamo fregati!

Troviamo un campeggio gratuito a mezz’ora di distanza da Motueka, nel bel mezzo di filari di uva.

È gestito da Don, un bizzarro signore che vive nella sua roulotte in riva al fiume Motueka e che si definisce “un vecchio giardiniere”. Gli diciamo del nostro giro e lui esclama: “Al vostro rientro avrete proprio bisogno di una vacanza!”… in effetti…

Ci ospita nel suo giardino e ci regala della frutta e basilico profumatissimo direttamente dall’orto.

Restiamo sempre affascinati da queste persone che ti aprono la porta della loro casa (in questo caso roulotte) e ti offrono un pezzo della loro vita in cambio della tua compagnia, di una storia, di una chiacchierata, di un sorriso. Ormai ne abbiamo incontrate molte, tutte umili, tutte ispiratrici. Invitiamo Don a cenare con noi, ma ha già mangiato (o forse non si fida dei nostri pomodori del super).

Il menù prevede: un primo a base di pasta (aridaje) con pomodorini saltati in padella e cubetti di formaggio filante con una spolverata di pan grattato tostato, ovviamente con basilico fresco.

Dolce con cestino di pasta frolla (già pronto) crema di yogurt e pezzetti di fichi secchi, decorati con la frutta dell’orto di Done… e cera colata delle candeline. Aprezzo e mi lecco i baffi, pure la cera mi sbafo!

Condividiamo il dolce con il nostro amico, che accetta molto volentieri!

Momento regalo, mi sembrava che mancava qualcosa di rosa in questo viaggio e alla Little Italy di San Diego la Vale ha avuto l’illuminazione sulla via di Damasco: diario di bordo rosa e mascherina per gli occhi (pure questa rigorosamente rosa), visto che quella originale era stata smarrita subito nel primo volo… tutto per il suo Picanello!

È ora di andare a letto, Don segue il ritmo del sole, così come il suo orto, e anche noi ci adeguiamo.

Riceviamo anche un biglietto di auguri degno di nota… sempre rosa ovviamente!

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mara Todde ha detto:

    Il biglietto di auguri la dice lunga sui traumi infantili dell’autrice…ora teme che Paolo possa assaggiare un Kiwi😂😂😂
    P.s. “Mamma ma sei sicura che a Paolo piaccia il disegno tutto rosa?”
    “ Ma certo amore! È il suo colore preferito” ( disse la perfida genitrice)😜😜😜

    1. Pablo ha detto:

      😑… ahahah perfidissima…

    2. la Vale ha detto:

      Ahah! Si sì gli piace da impazzire!

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