RTW day 88: l’arca di Valè

Raggiungiamo l’Healesville Sanctuary, una riserva naturale a nord di Melbourne nella Yarra Valley, immersa tra panorami mozzafiato che spaziano da vigneti a campi agricoli, corsi d’acqua e foreste.

Nella riserva sono presenti gli alberi di eucalipto più antichi e più alti d’Australia, i Manna Gums, inoltre l’Healesville Sanctuary è impegnato nella conservazione degli animali a rischio, prendendosi cura di oltre 2.000 animali orfani, malati o feriti, come koala, canguri, emù e dingo.

Abbiamo tre obiettivi chiari:

  1. Vedere l’ornitorinco (che già capire che platypus=ornitorinco ci ha richiesto una giornata)
  2. Vedere un canguro
  3. Vedere un koala

Riusciamo in tutte e tre le imprese e una di queste mi lascia per l’ennesima volta senza parole… la Vale si accovaccia per fotografare un piccolo canguro, lui pian piano alza lo sguardo, i due si guardano negli occhi e sboccia l’ammmöre!

San Francesco-Vale apre le braccia e il cangurotto, tra tutte le persone che erano lì ad osservarlo, da chi andrà a farsi accarezzare? Tra l’invidia dei turisti americani dotati di mega obiettivi da 12.000 dollari, la bestiolina zompettante cerca pure di limonare la mia mogliettina! Che ci volete fare, chi le bionde con l’extension e chi i canguri… Inizio a pensare che la Vale discenda in maniera diretta da Noè. Se costruisse un’arca la riempirebbe in 15 minuti netti, delle creature più assurde ovviamente, dal kiwi ai pinguini passando per l’ornitorinco e il koala.

Il nostro viaggio in questo vasto territorio è appena agli inizi, ma in Australia c’è una regola non scritta che afferma: “chiunque la visiti non deve lasciare il paese senza aver preso in braccio un koala”… va bene anche essere quasi limonati da un canguro?

Il giro continua tra simpatiche bestiole con cui popolare l’arca: l’ibis menefreghista, il koala sonnecchioso, il gufo mascherato, il pellicano vanitoso, l’emu incazzato, l’ornitorinco che ride e l’istrice ciondolante…

Mangiamo in un localino con una cucina molto buona e famoso per la degustazione di vini… proprio oggi c’è un evento particolare in cui il tutto avviene in bicchieri graduati alla piccolo chimico! Noi brindiamo con acqua davanti a degli spillatori di vino, con sottobicchieri a tema ovviamente. Da domani ci sarà un cartello all’ingresso: vietato agli astemi … con le nostre facce, a sfregio. Sappiamo già che dopo questa affermazione e la foto seguente una delle nostre groupie più accanite ci abbandonerà!

Nel pomeriggio vinciamo il premio “scelta volpi del secolo” con una passeggiata, sotto un sole cocente a più di 40 gradi, a Brighton Beach. Sprofondiamo con tanto di scarponi da montagna tra la sabbia e gironzoliamo tra le Sand Box, caratteristiche casette che fanno da cornice alla spiaggia. Anche se la spiaggia non è esattamente degna di una cartolina, la visita è valsa la pena, le cabine sono una diversa dall’altra e vanno da tinte sgargianti a quelle pastello con raffigurazioni di ogni tipo dai canguri a quadri famosi e bandiere arcobaleno. Ci dovevamo arrivare al tramonto, ma per un quiproquaqquaraquà non ho afferrato il dettaglio (forse ero annebbiato da un attacco di gelosia nei confronti del canguro), così ci troviamo a fare autoscatti sotto il sole a picco.

Concludiamo la giornata a casa di Ramon, cinese, arrivato in Australia con mamma e figlio solo 3 mesi fa. Vive in una villetta a Point Cook, appena fuori Melbourne. Tutta la cittadina sembra un cantiere. Siamo abituati a ritrovare una “China Town” in tutte le città invece qui la famosa città del Drago è fortemente integrata nel tessuto sociale, tanto che anche i cartelli sono tutti bilingue. La Cina sta investendo capitali enormi in Australia e in cambio quote importanti di visti vengono concesse alla popolazione cinese, che rappresenta la fetta più grande nell’immigrazione in questo paese. Fa abbastanza impressione vedere queste carnagioni chiare (sia europee che asiatiche) in un territorio che fino a 200 anni fa ospitava solo aborigeni, ormai confinati nelle riserve e praticamente non integrati nel nuovo tessuto sociale. Hanno subito 1000 anni di evoluzione accelerata, uno shock culturale da cui non sembrano riprendersi nonostante (o forse a causa de) i vitalizi che ricevono dal governo a compensazione delle terre che sono state loro sottratte.

BANDIERA

Momento bandiera per Filippo… questa volta nessun tessuto sventolante, ma una vera e propria casetta dipinta. Per fare questa foto la Vale ha fatto uno scatto di velocista alla Usain Bolt… infatti su 5 foto ne è venuta solo una, le altre sono tutte le sedere mentre corre. Con questo gesto eroico intercedi con tua mamma per la foto di prima!

La bandiera dell’Australia nasce da un concorso di disegno indetto da re Edoardo VII, con la condizione che all’interno fosse presente la bandiera britannica. Dal 1904 utilizzata solo per uso navale ma dal 1954 divenne la bandiera ufficiale dell’Australia.

Ricorda molto quella della Nuova Zelanda, anch’essa di colore blu, in alto a sinistra è presente la bandiera del Regno Unito (Union Flag o Union Jack), mentre nella metà di destra è raffigurata, in bianco, la costellazione della Croce del Sud. L’unica differenza sembrerebbe una grossa stella bianca a sette punte che rappresenta i sette stati australiani.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mara Todde ha detto:

    Noooooo! Non ci credo😭😭😭 non ne avete assaggiato neanche uno? Ma che amici siete???Non vi tolgo il saluto solo perché siete dall’altra parte del mondo😝😝😝
    Filippo ringrazia! Non sapeva la storia della stella a 7 punte…domani lo racconterà in classe😉
    Francesca invece è rimasta colpita dalla foto di Vale col canguro e mentre scrivevo “ non ne avete assaggiato neanche uno?” era convinta che parlassi del tenero animaletto ed era pronta a denunciarvi al WWF!
    Paolo…a causa dei tuoi esperimenti nutrizionali ora è convinta che vi aggiriate per il mondo ad assaggiare tenere creature!!!😂😂😂

    1. Pablo ha detto:

      Ahahah 🍽🍽🍽

    2. la Vale ha detto:

      Stiamo destabilizzando una famiglia: dal vino, al cibo alle bandiere…

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.