RTW day 89: sole a picco tra il porto di Geelong e le onde di Torquay

Giornata torrida oggi. Quindi dove andiamo? In un cinema con l’aria condizionata a palla? Nooo… In un centro commerciale? Sia mai! In un museo? Troppo scontato! A parte che poi a Geelong in questo periodo c’è pure il museo della lana e solo a pronunciarlo mi vengono le scalmane della sciura Giulia.

Andiamo così al porto di Geelong, ovviamente a 40 gradi all’ombra e incremati con protezione 100+, che neanche il grasso di foca è così denso. Ma io non transigo, questa meta mi chiama troppo e non si può assolutamente saltare!Geelong è una cittadina di mare, con una particolarità che la rende ai miei occhi incredibilmente affascinante: ha un pittoresco porto, lungo il quale si può passeggiare sul lungomare e soprattutto tra le sue banchine ci sono oltre 100 pali da ormeggio dipinti. Devo vederli assolutamente tutti e cento, non uno in meno!!

Anche Paolo è costretto ad ammettere che sono originali e, già che c’è, tenta un abbordaggio selvaggio con la bionda, ma le sue avances non sembrano sortire effetto… un po’ rigidine le ragazze…

Alla fine questi personaggi ci chiamano per un autoscatto ad ogni passo!

Ci conquistiamo pure un frappé pedalando ad una bancarella dell’università locale ed evitiamo così la disidratazione totale… anzi, Paolo pedala e io sorseggio.

Passeggiando, incontriamo Puff, un simpatico vecchietto australiano che ci attacca la pezza, gli diamo corda e alla fine si offre per farci una foto. Quasi ci capicolla giù dal molo con tutta la mia attrezzatura fotografia e mi dice pure: “stai sciolta, espressione rilassata!” Dopo aver armeggiato mezz’ora con il mirino elettronico, e tra un “vedo l’immagine” e un “ora l’immagine è sparita”, “quale pulsante schiaccio”, “la macchina fotografica si è spenta”, se ne esce con una foto al cemento e una mezza storta, con tanto di mia espressione a metà tra il teso e il ressegnato e con Paolo pronto a scattare nel caso in cui il nostro amico capitomboli giù dal molo. Puff sei un mito, apprezziamo l’impegno e ci salutiamo con un sorriso reciproco, la prossima volta però ti do in mano la macchina fotografica di Topolino che è meglio.

Poco distante da qui si trova Bells Beach, spiaggia leggendaria tra i surfisti di tutto il mondo… senza dimenticare Point Break, proprio quella del film! Sulla lunga right-hander (onda da destra), i surfisti possono cimentarsi in una delle cavalcate più lunghe del paese. Infatti, ogni anno, a Pasqua, Bells Beach ospita il “Rip Curl Pro”, dove, da oltre 50 anni, i più abili si sfidano tra le onde, alte fino a 5 metri, ed eleggono i loro re.

Scruto l’oceano in attesa di vedere qualche surfista alla Keanu Reeves o alla Patrick Swayze, magari mentre esegue la sua migliore acrobazia, ma mi capitano solo due attempati signori e una volta tirata giù là zip (che evidentemente faceva da pancera) la panza gli straborda fuori dalla muta… ehm… bene ma non benissimo… Paolo come al solito non ha capito niente, mi ha portato qui al tramonto quando se ne sono già andati tutti! Ovviamente ora fa la scena di quello che non aveva compreso, ma il furbetto aveva escogitato il piano malefico fin dall’Italia!

In compenso la mia dolce metà si è brasata i piedi, come in ogni viaggio, e i piedi degli Hobbit, a confronto, sono decisamente più belli! Esiste documentazione fotografica di ciò, ma non vorremmo impressionare i bambini che leggono il blog, quindi è stata secretata e viene fornita solo su esplicita richiesta. Ma ve lo sconsiglio vivamente.

Concludiamo la giornata, seduti sul Sundial al calar del sole! Sfidando sul pavimento cocente il rischio di emorroidi…

A Torquay, sulla battigia a nord della Spiaggia dei Pescatori, è presente un coloratissimo mosaico, composto da 120.000 piastrelle italiane di vetro, che rappresenta una serie di storie tradizionali degli aborigeni della tribù Wathauron. Nella loro mitologia, l’aquila Bunjil è un dio, eroe della cultura e benessere ancestrale, che ha creato le montagne, i fiumi, la flora, la fauna, e le leggi per gli esseri umani. Sono raffigurati anche Mindii, il Serpente sempre vigile, e immagini di flora, fauna, ambienti marini e costellazioni. Il mosaico è una meridiana e, posizionandoci su Bunjil, la nostra ombra ci indica che ero di andare a casa.

Oggi il caldo è insopportabile e sembra che il sole aggredisca la pelle anche se ci spalmiamo sopra uno strato di maionese, così decidiamo di trovare un po’ di refrigerio nel nostro alloggio: una stanzetta in una fattoria nei pressi di Torquay. Con i potenti mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione accendiamo il condizionatore… ci appare subito un “cianfer” (slang milanese per cianfrusaglia) e la sensazione che farà solo un gran putiferio senza però rinfrescarci. Iniziamo a smanettare e capiamo subito che probabilmente questo modello è dei tempi dei primi conquistatori europei, se non di quelli di Carlo Codega. Secondo le istruzioni: inserendo dell’acqua nel serbatoio A, del ghiaccio nel serbatoio B (ma senza fargli cadere dell’acqua dentro) e del carbone nel serbatoio C, questo coso dovrebbe raffrescare l’ambiente. Conclusione: un casino infernale e aria calda sparata sul letto!

Si va di doccia gelata e speriamo che la famosa escursione termica dell’Australia faccia la sua comparsata anche questa notte!

Vorremmo tenere la porta aperta ma siamo terrorizzati da un verso che sentiamo, ci sembra il sibilo di un serpente acquattato fuori dalla casa… segue nottata di incubi in cui sono inseguita da rettili striscianti!

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