RTW day 15: Torres del Paine 3 – tre il numero perfetto

Partiamo dal Camp, imprimiamo nelle nostre menti i ricordi dei picchi innevati e salutiamo la nostra amica aquila, che sculetta come Mammy in “via col vento”, ma che vola fiera e ardita come Hattie McDaniel.

Poco distante, in mezzo al nulla, un’autostoppista sulla carretera… Dopo Peter siamo ancora più propensi a fermarci, inchiodiamo, portiera aperta ad una minuta ragazza in infradito e con lo zaino quasi più grande di lei; domanda di rito: “dove vai?”. Lei a Cerro Castillo, noi torniamo a Puerto Natales, con una piccola deviazione, si può fare!

Si aggiunge al nostro viaggio Karolina, la cui più grande preoccupazione è quella di non sporcare la macchina con gli scarponi appesi allo zaino. Lei non sa che io avevo già zozzato l’auto aprendo al contrario un pacco di biscotti, sbriciolando pezzetti in ogni anfratto.

Seconda più grande preoccupazione: le sue calze puzzose, ma Paolo, in fatto di calzini, è stato classificato dalla C.I.A. come minaccia biologica equivalente al gas nervino, ho già gli anticorpi quindi tutto a posto.

Io mi scuso per il mio inglese maccheronico quindi siamo pari!

Piccola sosta alla Laguna Azul e se la fortuna ci assiste vedremo l’incredibile Torres del Paine riflettersi nelle sue acque cristalline.

Il cielo è denso di nubi e il vento le spinge sempre più verso la montagna, nascondendo la vista dei picchi, ma ciò non ci trattiene dallo scendere dall’auto per ammirare i colori di questa bellissima laguna, appunto azzurra, e decidiamo che questo è il posto perfetto per scattarci una foto ricordo tutti insieme: 3 personaggi come noi sono meglio di 3 rocce!

La nostra compagna di viaggio ci racconta che ha scoperto, tramite una guida, che anche Paine significa “azzurro”, ma nella lingua antica della zona.

Ripartiamo verso il Cerro Castillo, da dove Karolina prenderà il bus per El Calafate; sta percorrendo a ritroso le nostre orme e noi le sue.

Per la gioia di Paolo, adesso siamo in due ad avvistare le simpatiche bestiole e ad esclamare: “guanacooooo”…sosta guanachi e nella strada che percorriamo ce ne sono gruppetti ad ogni svolta. Io e Karolina siamo come due bimbe, felici di incontrare il loro sguardo, anche perché, a volte, vanno in fissa e ti guardano per minuti interi.

Noi le parliamo dei nostri progetti e lei ci rapisce con i suoi racconti. Ci dice di come, all’età di 19 anni, con altri 11 amici, divisi in 6 coppie, abbia gareggiato per raggiungere Andorra in autostop, partendo dalla Polonia… The real Pechino Express! Ci dà qualche consiglio sull’India, dove tornerà la prossima estate per onorare la promessa fatta 10 anni fa a due amiche che vivono in stati differenti. In una parola: poetico!

Parliamo di tutto, passando dalla politica alla xenofobia, e soprattutto dei nostri rispettivi paesi di origine.

Senza accorgercene arriviamo a destinazione, in un paesino in mezzo ad un incrocio e con una cafeteria colma di adesivi su ogni finestra; ci assicuriamo che la nostra amica abbia di che pranzare (da italiani è la grande preoccupazione, insieme a: “hai messo la maglia della salute?”) e con il mio “perfetto” inglese British le auguriamo GOOD LUCK! GOOD TRIP! GOOD LIFE!! Ma alla fine un abbraccio vale più di 1000 parole, non ci sono problemi di pronuncia!

Ci salutiamo a Cerro Castillo con la speranza che, un giorno, sia una sognatrice come Karolina a decidere le sorti del mondo…

Noi proseguiamo, non prima di essere costretta a promettere che il capitolo guanachi lo consideriamo concluso, borbotto ma accetto (per oggi!). Ritorniamo nel nostro ostello, quello con le 10 coperte e il portachiavi enorme, si va a letto presto perché domani ci aspetta il bus per Punta Arenas…fortunatamente per la mia fedina penale nessuna frontiera da oltrepassare e Paolo non deve ripassare le frasi in spagnolo del perfetto narcotrafficante!

P.S. A proposito di Hattie McDaniel (se vi state chiedendo chi sia, ma anche se lo sapete già), ho letto un articolo interessante su di lei, ve lo segnalo.

http://www.internazionale.it/opinione/igiaba-scego/2016/10/29/mammy-via-col-vento-stereotipi

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